English Version Translated by Ai
10 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:40
×

lo scenario

La guerra "spinge": perché Q8 accelera sulla bioraffineria nella zona industriale di Siracusa entro il 2028

Confermato l'investimento su Priolo da un miliardo in partnership con Eni

10 Aprile 2026, 17:40

17:42

La guerra "spinge": perché Q8 accelera sulla bioraffineria nella zona industriale di Siracusa entro il 2028

Seguici su

L’investimento Q8 a Priolo è confermato. Fonti indirette, ma certe, assicurano al nostro giornale che la crisi nel Golfo Persico, che sta coinvolgendo anche il Kuwait con diversi attacchi subiti dalle raffinerie e dalle infrastrutture petrolifere della Kuwait petroleum corporation (di cui Q8 è il marchio internazionale), non ha modificato i piani industriali della società. La partnership con Eni, dunque, finalizzata alla realizzazione di una bioraffineria nella zona industriale siracusana entro il 2028, è confermata.

La situazione è descritta come delicata; la società, insieme con tutte le sue diramazioni, sta adottando un momento di sospensione stampa, ma fonti certe e attendibili confermano che la guerra e il momento di crisi nell’area, non intaccheranno i progetti finanziari già sottoscritti. Nessuna modifica ai piani d’investimento in Italia, tantomeno a Priolo.

Q8 Italia, insieme con Eni, aveva annunciato questo importante investimento strategico nel cuore del petrolchimico siracusano, dal valore complessivo di un miliardo, ai primi del mese di febbraio, ossia appena giunta l’approvazione del piano di trasformazione del sito Versalis di Priolo da parte dei consigli di amministrazione di Eni e di Kuwait petroleum corporation. La bioraffineria sarà la parte finale di una riconversione già cominciata con lo smantellamento del vecchio impianto Versalis di etilene, che ha sancito l’addio di Eni alla chimica di base.

L’arrivo di Q8 nell’operazione era stato salutato a due voci da Giuseppe Ricci, direttore della Trasformazione industriale di Eni e da Shafi Taleb Al Ajmi, Ceo di Kuwait petroleum international (Kpi). Quest’ultimo, a febbraio, aveva commentato: “Questo progetto riflette l’impegno della Kuwait petroleum corporation a proseguire nella nostra strategia di transizione energetica al 2050. L’investimento testimonia la nostra presenza continuativa e la fiducia riposta nel settore energetico italiano”.

Poi, alla fine dello stesso mese, nel Golfo Persico cominciava l’attacco Usa-Israele all’Iran. Determinando, tra le altre cose, la reazione dello stato persiano contro gli alleati Usa in regione. Il 19 marzo due raffinerie di petrolio in Kuwait venivano attaccate con droni, che provocavano incendi nei due impianti: entrambi i siti di proprietà della Kuwait national petroleum company (Knpc), sussidiaria Kpi come Q8. Il 3 aprile ancora un attacco in Kuwait contro una raffineria, che provocava incendi in diverse unità dell'impianto: era la stessa Kuwait petroleum corporation (Kpc) a riferirlo alle agenzie. Infine l’attacco più recente, quello di mercoledì, arrivava in Kuwait dopo il cessate il fuoco e colpiva ancora, oltre alle centrali elettriche e agli impianti di desalinizzazione, le infrastrutture petrolifere nazionali.

Questo scenario avrebbe potuto far pensare a mutamenti nella strategia industriale della società petrolifera kuwaitiana, invece fonti attendibili assicurano che non è prevista modifica al Piano d’investimenti in Italia: Priolo confermato.