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11 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:45
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Tonno rosso, alla Sicilia il 50% delle quote. Il governo: «Lavoriamo per allargare la cassa integrazione alla pesca»

Il ministero presenta il decreto per il periodo 2026-2028: all'Isola assegnate oltre 3.000 tonnellate. Tra le novità la quota sperimentale per la piccola pesca costiera

11 Aprile 2026, 10:19

10:21

Tonno rosso, alla Sicilia il 50% delle quote. Il governo: «Lavoriamo per allargare la cassa integrazione alla pesca»

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L'atteso decreto del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con le quote e gli elenchi delle imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso per le annualità 2026, 2027 e 2028, è stato presentato ieri alle associazioni regionali del comparto pesca nel corso di un incontro che si è svolto nella sala consiliare del Libero Consorzio Comunale di Trapani. All’Italia è stato assegnato un contingente complessivo di 6.182,610 tonnellate per ciascuna annualità, con la quota maggiore (50 %) assegnata al dipartimento marittimo della Sicilia. Il restante cinquanta per cento è stato così ripartito: al dipartimento jonico tirrenico (40 %) ed a quello adriatico (10 %). Il mondo dell'associanismo del comparto pesca è apparso abbastanza soddisfatto, nel solco di un rilancio della pesca del tonno che negli ultimi anni ha sofferto varie restrizioni.

La base del periodo triennale soddisfa quanti da tempo chiedevano maggiore programmazione. Tra le novità più apprezzate, l'introduzione in via sperimentale una quota dedicata alla piccola pesca costiera, che consente a piccole imbarcazioni di pescare fino a 1,5 tonnellate ciascuna. Alcune associazioni hanno sottolineato la necessità di introdurre in seguito qualche aggiustamento se dovesse ritenersi necessario.

Altri sodalizi hanno approfittato per chiedere al sottosegretario al MASAF, Patrizio Giacomo La Pietra, che con la direttrice generale Pemac Graziella Romito ha illustrato i contenuti del decreto, una maggiora attenzione alla pesca siciliana in seno alle istituzioni europee. Per Romito mai come oggi la presenza italiana a Bruxelles per tutelare la pesca è massiccia. «Ma non si possono fare leggi esclusive per la Sicilia – ha detto il sottosegretario – noi dobbiamo fare in modo di agire con equilibrio per soddisfare tutti i territori».

Il nuovo piano triennale prevede la seguente ripartizione tra i sistemi di pesca: circuizione 4.205,718 tonnellate; palangaro 747,741 tonnellate; tonniere fisse 476,843 tonnellate; pesca sportiva 26,032 tonnellate; filiera produttiva 153,000 tonnellate; piccola pesca 406,000 tonnellate; quota non divisa 167,277 tonnellate.

La diretrice Romito, nell'illustrare i dettagli del decreto, ha focalizzato l'attenzione sul sigillo di garanzia e sui controlli antimafia: «Il sigillo viene applicato con l' emblema dello Stato su ogni tonno rosso sbarcato, collegato all’eBCD e utile a identificarne peso e tracciabilità in tutte le fasi commerciali. Per il triennio 2026-2028 i controlli antimafia riguardano tutti i sistemi di pesca maggiori ed a campione della piccola pesca».

Insieme ad una valutazione sostanzialmente positiva del decreto, è arrivata all'indirizzo di La Pietra la sollecitazione a prevedere ammortizzatori sociali strutturati per tutto il comparto pesca. Ed il sottosegretario ha assunto un preciso impegno: «Sappiamo che gli strumenti di tutela dei lavoratori del mare non sono adeguati alle esigenze – ha detto – ma stiamo lavorando per una norma che possa allargare la cassa integrazione anche alla pesca. Stiamo cercando di capire quali sono le esigenze finanziarie per individuate le adeguate coperture».

Si è parlato anche della campagna sperimentale sull’utilizzo delle “trapline” nella pesca del pesce spada, il nuovo attrezzo selettivo introdotto per ridurre drasticamente le catture accessorie di specie non bersaglio, allo scopo di migliorare la sostenibilità ambientale.