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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 07:34
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L’esecutivo Cisl

Giovani in fuga: Cisl propone un “patto” per valorizzarli sotto l’Etna

La proposta a istituzioni e imprenditori emersa nel corso dell'esecutivo provinciale. Attanasio: «Le persone più istruite sono stanche di vedersi sfruttate o non valorizzate»

13 Aprile 2026, 07:15

07:20

La marcia dei cento trolley partirà di fronte al Teatro Massimo «Troppi giovani emigrati, vogliamo un futuro in Sicilia»

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A Catania e nell’area metropolitana ci sono notevoli realtà industriali, alcuni insediamenti di eccellenza e un tessuto imprenditoriale ampio e articolato. A questo non corrisponde la qualità del lavoro: i giovani anche con alti titoli di studio sono costretti ad andarsene per non sottostare a sfruttamento e sottosalario. Una “generazione trolley” sotto l’Etna.

Il contesto è descritto così dalla Cisl di Catania che sta preparando, con l’apporto di tanti giovani studenti e lavoratori un “Patto sociale” per tenere insieme «lo sviluppo dei territori, il lavoro di qualità e partecipazione dei giovani» da proporre a istituzioni e imprenditori. Il tema è stato trattato, assieme alla riforma della disabilità, nell’ultimo esecutivo provinciale con i segretari generali delle federazioni, i responsabili delle associazioni e dei servizi, e alla presenza di Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Sicilia.

«Vogliamo prendere spunto dall'iniziativa della Cisl Sicilia con la Cesi e l’Università Kore di Enna - spiega Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, con accanto i segretari territoriali Lucrezia Quadronchi e Rosario Portale - che vuole affrontare il problema dello spopolamento delle aree interne. Anche in zone potenzialmente più attrattive, come Catania, inizia a pesare il calo demografico. Al 1° gennaio 2026 Catania rispetto all'anno precedente ha avuto una diminuzione di circa 1.070 unità. Un trend di tutta la Sicilia, con la provincia etnea che risente pesantemente dell'emigrazione di giovani e coppie».

Secondo Attanasio lo spopolamento «priva il territorio etneo delle energie più giovani e delle persone più scolarizzate, stanche di vedersi sfruttate o non valorizzate. Lo vediamo da chi si rivolge ogni giorno ai nostri sportelli. Una settimana fa - aggiunge - ne ha parlato anche Re Start, su Rai 3, intervistando a Catania giovani anche con due lauree, che vengono pagati a 7-8 euro l'ora, quando i loro datori di lavoro ne incassano quasi 27 l'ora. Oppure come il caso di 3Sun, con giovani operai che svolgono lo stesso lavoro di loro coetanei più “vecchi” ma assunti con contratti differenti e più “leggeri”».

Nella foto, da sininistra: Attanasio, Portale, La Piana, Quadronchi.

Da qui la proposta «che chiama in causa istituzioni, università, sistema produttivo, parti sociali, le associazioni giovanili. Una funzione strategica dovrà averla l’Università, grazie anche all’apporto della sua Fondazione "Siciliae Studium Generale 1434" che vuole appunto “valorizzare il capitale umano attraverso percorsi formativi integrati”. Abbiamo già interloquito con il rettore Foti per mettere a punto una iniziativa. Abbiamo constatato positivamente come le nostre proposte siano state discusse in più occasioni tra Ateneo e Comune, ma pensiamo si debba aprire il confronto ad altre rappresentanze sociali e ai rappresentanti del “mondo” imprenditoriale, sindacale e giovanile».

Per La Piana «l’emigrazione giovanile non può essere considerata una scelta libera quando è dettata dalla mancanza di opportunità. Quando interi territori perdono capitale umano qualificato, si crea un circolo vizioso: meno giovani significa meno sviluppo, meno servizi e quindi ancora più spopolamento».

Infine, sulla riforma della disabilità, la segretaria territoriale Quadronchi ha annunciato la promozione dello “Sportello per la disabilità”: «In continuità con le azioni già messe in campo con Inps, Asp e Ordine dei medici, stiamo cercando di realizzare un sistema di assistenza, di supporto e di ascolto che non offra solo servizi, ma che si estenda poi a un accompagnamento complessivo della persona con disabilità. Uno sportello multidimensionale e multidisciplinare, punto unico di accesso che si avvalga anche dell’apporto di figure professionali e dei servizi della Cisl, che offra un orientamento per la persona e per la famiglia, dall'età evolutiva alla terza età».