Allarme
Petrolio oltre 100 dollari al barile, Codacons: «Altri rincari lampo per benzina e gasolio»
Tensioni geopolitiche e fine dello sconto sulle accise rischiano di vanificare i recenti ribassi annunciati recentemente dal ministro Urso
Il rialzo delle quotazioni del petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile porterà nelle prossime ore a rincari generalizzati dei listini di benzina e gasolio alla pompa in tutta Italia, vanificando i ribassi registrati negli ultimi giorni. E' l'allarme lanciato dal Codacons, dopo le nuove tensioni sul fronte petrolifero. A poco per l'associazione in difesa dei consumatori sono valse le rassicurazioni del ministro del Made in Italy e per le imprese Adolfo Urso che aveva invece rassicurato sull'impegno delle compagnie petrolifere, incontrate la scorsa settimana al Mimit, a mantenere i prezzi di gasolio e benzina in una fascia di costo ragionevole e senza speculazioni.
Il Brent però, dopo essere sceso l’8 aprile scorso sotto i 92 dollari al barile, è tornato oggi sopra i 102 dollari a seguito delle notizie sul stretto di Hormuz e il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran - spiega il Codacons -. La discesa dei prezzi dei carburanti alla pompa si è così interrotta, con i listini di benzina e gasolio che risultano oggi stazionari sulla rete italiana, ma che già a partire domani inverteranno il trend e torneranno a salire. Il rischio quindi è che i ribassi degli ultimi giorni, e i relativi benefici per le tasche degli automobilisti, saranno del tutto vanificati. A tutto ciò si aggiunge l’incognita accise, con lo sconto da 24,4 centesimi varato dal governo che terminerà il prossimo 1° maggio, ricorda il Codacons.
Anche Gianni Murano, presidente dell’Unem (l'associazione dei produttori e distributori di carburanti) ha confermato che «dai segnali che vedo dal Brent e dal prezzo internazionale del gasolio, dovranno tornare a salire, perché stanno salendo in maniera abbastanza vivace in queste ultime ore.»
Murano ha ricordato che i petrolieri hanno risposto all’appello del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a contenere i prezzi, ma ha aggiunto che «questo è un problema anche per il settore, perché da un lato c'è un aumento abbastanza sensibile sia dei costi indotti, cioè ad esempio i noli, sia dei costi della materia prima. Noi vediamo il Brent, ma in effetti poi sul Brent si paga un premio (un sovrapprezzo legato alla qulità del prodotto, n.d.r.), che è schizzato nell’ultimo mese. Quindi c'è un forte aumento dei costi della materia prima, e dall’altra c’è una forte pressione per cercare di non ribaltare tutto questo costo sull'utente finale. E quindi i margini, il cosiddetto margine lordo di distribuzione, in certi momenti è anche negativo».