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Palermo: Tari più leggera per svantaggiati e virtuosi, schivato l’aumento Irpef
Dal Comune varati sconti per 68mila contribuenti a basso reddito e per i virtuosi della differenziata. C'è l'ok del ministero: si allontana lo spettro del rincaro dell’addizionale
Tari scontata per 68mila famiglie poco facoltose e per i seimila virtuosi che si sono meritati lo sconto sulle bilance dei centri di raccolta. Neutralizzazione dell’aumento dell’addizionale Irpef, con il sì strappato allo Stato al fotofinish per la sterilizzazione del rincaro previsto dall’Accordo Stato-città tra le condizioni della provvidenziale “datio” decennale di 180 milioni che ha salvato il Comune dal default.
Il fardello tributario dei palermitani non diventa più asfissiante grazie, intanto, all’iniziativa dell’assessorato al Bilancio in tema Tari, varata in occasione dell’emissione degli avvisi di pagamento dell’acconto 2026. «Saranno circa 74.000 i contribuenti interessati da riduzioni e agevolazioni, tra le principali novità - spiega l’assessore al Bilancio, Brigida Alaimo - figura il bonus sociale rifiuti, relativo all’anno 2025, con una riduzione pari al 25 per cento per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico certificato tramite Isee non superiore a 9.530 euro (o 20.000 con quattro figli a carico). Una misura regolata da Arera, per circa 68.000 beneficiari. Inoltre - aggiunge Alaimo - si introduce un meccanismo premiale per i comportamenti virtuosi. I contribuenti che, nel 2025, hanno conferito i rifiuti in modalità differenziata presso i centri comunali (Ccr), con sistema di misurazione individuale, potranno beneficiare di una riduzione fino al 30 per cento della quota variabile Tari. La misura coinvolgerà circa 6.000 cittadini».
E veniamo all’Irpef, che fin dalla notte di Capodanno - termine originario poi dilatato, prima a fine febbraio e poi a domani, 15 aprile - turba i sonni di consiglio comunale e cittadini. Una corsa a ostacoli partita con l’handicap formalizzato dalla discrepanza tra l’Accordo con lo Stato, che appunto prevede l’aumento dello 0,374 per cento dell’aliquota, e il Piano di riequilibrio, pena la perdita pro quota del contributo statale di 180 milioni di euro.
La svolta sembra essere arrivata ieri mattina, con una riunione nella quale la commissione investita del dossier da parte del Ministero dell’Economia, avrebbe dato il via libera definitivo. Il Comune ha portato ai tavoli di Roma i buoni risultati di gestione e la progressiva riduzione del disavanzo, anche se non è ancora dato sapere se il testo dell’Accordo sia stato ancora formalmente emendato e armonizzato con il Piano di riequilibrio.
Il consiglio comunale, dunque, sarà chiamato all’ultima acrobazia già domani, ultimo giorno utile, dopo che il ragioniere generale Bohuslav Basile, dopo il forte monito nelle ultime ore del 2025, è tornato sull’argomento l’11 marzo, avvertendo che «occorre ribadire la necessità che il Ministero autorizzi la modifica dell’Accordo allineando per gli esercizi 2026 e 2027 l’addizionale a quella deliberata dal consiglio comunale con la rimodulazione del Piano di riequilibrio, rispettivamente pari all’1,030% per l’anno 2026 e all’1,253% per l’anno 2027, in luogo di quelle inserite nel cronoprogramma allegato all’Accordo, pari all’1,404% per l’anno 2026 e all’1,388% per l’anno 2027». L’assessore Alaimo conferma l’«esito positivo dell’ultima riunione» e annuncia il ritorno in aula della delibera di aumento con un emendamento capace di sterilizzare l’aumento stesso, all’esame degli uffici.
Ugo Forello, membro della commissione Bilancio, con la collega di Oso Giulia Argiroffi, dai banchi di opposizione, sottolinea: «Avevamo già bloccato l’aumento con un emendamento che prevedeva risorse alternative, come i maggiori introiti dalla tassa di soggiorno e dall’Imu, a riprova della nostra intenzione dimostratasi corretta e giusta. Il ragioniere generale ha formalmente richiesto la modifica dell’Accordo, la attendiamo, così come le carte ufficiali che scongiurino il rischio».