Stime
Oltre 86mila negozi scomparsi in dieci anni: in Sicilia due le città più colpite
La desertificazione commerciale emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio locale di Nomisma, realizzato con Percorsi di Secondo Welfare
Oltre 86mila negozi di vicinato scomparsi negli ultimi dieci anni, con un saldo negativo che supera le 106mila unità rispetto al picco del 2018. È la fotografia «preoccupante» che emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio locale di Nomisma, realizzato con Percorsi di Secondo Welfare, e presentato oggi a Bologna.
Tra i presenti, Paolo De Castro, presidente Nomisma, Roberta Frisoni, assessora al turismo e al commercio dell’Emilia-Romagna e Francesco Capobianco, Head of Public Policy Nomisma.
Nonostante la contrazione della rete fisica (del -6,7% di unità locali a livello nazionale), il report indica che si registra l’aumento del numero degli addetti, cresciuto mediamente del 21,2% tra il 2015 e il 2025. Il motore di crescita è la ristorazione, con un balzo del +26,2% delle unità locali e una crescita degli addetti pari al +69,4%.
Va bene anche il settore della cura della persona (+0,4% unità, +27,5% addetti) e gli articoli per l’edilizia (+21,4% addetti). Al contrario, crollano i settori cultura e svago (-28,0%) e tessile-abbigliamento (-21,4%, pari a 55.570 negozi chiusi).
Vanno male anche mobili, gioiellerie e alimentari tradizionali, mentre le ferramenta mostrano una sorprendente tenuta dei ricavi (+41,0%).
«I settori del commercio locale che presentano le performance migliori - segnala Capobianco - sono sostenuti da fattori esogeni come il boom turistico, la pandemia da Covid e i bonus edilizi».
La «desertificazione commerciale» colpisce quasi tutte le città metropolitane: Bari (-14,8%), Roma (-9,7%), Torino (-9,3%) e Bologna (-8,3%), mentre tiene il Sud, con Napoli (+4,6%), Messina (+1,1%) e Reggio Calabria (+1,9%). I cali più drastici si registrano ad Ancona (-21,3%) e Pesaro-Urbino (-20%).
Sul fronte occupazionale, i record di crescita degli addetti spettano a Matera (+37,2%), Sassari (+36,8%) e Siracusa (+35,9%).
Il mercato immobiliare riflette la crisi: i prezzi di compravendita dei negozi sono calati del 9% (picchi del -35,8% ad Ancona e -22,8% a Roma), ma i canoni di locazione sono aumentati del 12,9%.
Il rincaro degli affitti è massimo a Siracusa (+35,2%) e Piacenza (+31,7%), mentre tra le grandi città Milano segna un +16,1% a fronte di un calo dei prezzi d’acquisto del 7%.