la crisi energetica
"Dimezzare le accise sui carburanti in Sicilia e Sardegna", l'emendamento del Pd al Senato
Tra le proposte quella riservare alle raffinerie quote per aeroporti e porti, attivare gli obblighi di servizio pubblico aereo e finanziare il tutto con un contributo sulle maggiori entrate dei fornitori per correggere il paradosso dell’insularità previsto dall’art. 119
Dimezzare per tutto il 2026 le accise sui carburanti per i consumatori finali di Sicilia e Sardegna, cumulando il beneficio con il taglio temporaneo già disposto dal Governo, e imporre alle raffinerie presenti nelle due isole l’obbligo di riservare quote di prodotto a favore di aeroporti e porti locali. È quanto prevede un emendamento del Partito Democratico, a firma dei senatori Antonio Nicita e Marco Meloni, al decreto carburanti all’esame della commissione del Senato.
La misura, si sottolinea, «trova fondamento nell’articolo 119 della Costituzione sull’insularità». Sulla base dei prezzi medi attuali, il taglio comporterebbe una riduzione di circa il 13-15% per la benzina, attorno al 13% per il gasolio e intorno al 7% per il Gpl. L’emendamento introduce inoltre l’attivazione degli Osp per i collegamenti aerei in Sicilia sulle tratte da e per Roma e Milano.
La copertura finanziaria arriverebbe da un contributo straordinario alimentato dalle maggiori entrate delle imprese fornitrici di energia. «Le isole pagano il carburante più caro del continente pur ospitando circa il 50% della capacità nazionale di raffinazione: un paradosso che la Costituzione ci impone di correggere. Va inoltre scongiurato il rischio che le isole siano esposte al rischio di interruzione o rincaro del prezzo dei voli