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Fontanarossa, il colosso Mundys osserva ma la privatizzazione è tutta da giocare

Il punto sulla manifestazione d’interesse per acquisire la maggioranza azionaria di Sac che gestisce gli scali di Catania e Comiso

15 Aprile 2026, 23:57

16 Aprile 2026, 00:00

Fontanarossa, il colosso Mundys osserva ma la privatizzazione è tutta da giocare

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L’indiscrezione su un possibile interesse di Mundys per lo scalo di Catania Fontanarossa ha un fondamento reale, ma non esiste al momento alcuna acquisizione definita: si tratta piuttosto di un’attenzione industriale espressa dalla società attiva nel settore delle infrastrutture autostradali, aeroportuali e dei servizi legati alla mobilità (di cui fa parte anche la famiglia Benetton) nell’ambito di una futura gara per l’ingresso di nuovi investitori in nella società di gestione dello scalo.

È ormai pronto, infatti, l’avviso per la manifestazione di interesse relativa alla cessione della quota di maggioranza, compresa tra il 51% e il 66% del capitale che potrebbe già essere pubblicato nei prossimi giorni. La pubblicazione potrà avvenire a breve, una volta completato l’ultimo passaggio istituzionale. A marzo, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già espresso parere favorevole, subordinando però il via libera definitivo alle eventuali osservazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze o alla fine dei 30 giorni senza risposta (che stanno per scadere). Il documento, già definito da tempo, è stato aggiornato recependo le indicazioni delle autorità di vigilanza.

La Sac ha completato sostanzialmente tutti gli adempimenti richiesti, elaborando la bozza della manifestazione di interesse e integrandola negli ultimi mesi con le osservazioni di Enac e del Mit. La pubblicazione dell’avviso rappresenta, quindi, il primo passaggio concreto verso la gara. Una volta raccolte le manifestazioni di interesse, sarà necessario un ulteriore passaggio assembleare tra i soci pubblici per arrivare al bando, seguito da una nuova assemblea per l’autorizzazione definitiva. Parallelamente, gli enti locali, in particolare i Comuni, dovranno completare i rispettivi iter amministrativi deliberando sulle quote detenute. L’intero processo si svolgerà sotto il controllo delle istituzioni, con la supervisione dello Stato e il coordinamento di Enac e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dal punto di vista tecnico, il percorso è supportato dagli advisor incaricati: Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni & Origoni per l’assistenza legale e Steer Davies Gleave per la componente industriale. I consulenti affiancheranno la società fino alla gara e al confronto con i potenziali investitori. Non sono state rese note stime sul valore dello scalo, che sarà determinato dal mercato. Centrale sarà il piano industriale, orientato allo sviluppo fino al 2049 e ai relativi investimenti. Nel frattempo si registra forte interesse da parte di investitori italiani e internazionali, con contatti avviati negli anni con operatori provenienti da diverse aree, dal Giappone all’Australia, fino agli Stati Uniti e ai Paesi del Golfo.

Valutazioni e scenari legati all’espansione degli scali di Catania (e di Comiso) accolti con soddisfazione dall’ad Sac Nico Torrisi nell’ottica dello sviluppo del settore aeroportuale siciliano.