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16 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:50
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Economia

Gli strumenti del Codice della crisi esaminati nel corso di un evento formativo Anc a Ragusa

Tra i presenti anche il professor Eros Ceccherini che ha illustrato con attenzione l'iter da seguire

16 Aprile 2026, 09:58

10:00

Gli strumenti del Codice della crisi esaminati nel corso di un evento formativo Anc a Ragusa

I relatori che hanno animato l'evento formativo Anc a Ragusa

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Nei giorni scorsi si è tenuto a Ragusa il convegno promosso dall’Associazione nazionale commercialisti di Ragusa, dedicato agli strumenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

L’iniziativa ha riunito professionisti, magistrati e docenti universitari per fare il punto su un quadro normativo che sta ridefinendo l’approccio di imprese e persone alle situazioni di difficoltà economico‑finanziaria.

Dopo i saluti del presidente Anc Ragusa, Giovanni Frasca, e del presidente nazionale, Marco Cuchel, il professor Eros Ceccherini ha dato avvio ai lavori illustrando la logica unitaria del Codice e le principali novità introdotte negli ultimi anni, inquadrandole nel più ampio tema della gestione e mitigazione della crisi.

Ceccherini ha richiamato la pluralità e complessità degli istituti previsti, soffermandosi in particolare sulla composizione negoziata della crisi, in vigore da luglio 2022: uno strumento concepito per intervenire con tempestività sin dalle fasi di squilibrio economico‑finanziario, prima che la crisi diventi conclamata.

La procedura consente all’imprenditore, tramite la piattaforma delle Camere di commercio, di richiedere la nomina di un esperto indipendente che affianca impresa, advisor e creditori nella ricerca di soluzioni condivise; esiti possibili includono rinegoziazioni dei debiti, moratorie bancarie, allungamenti dei finanziamenti e accordi con riduzioni e piani di rateizzazione.

Nel suo intervento, il professore ha inoltre richiamato il correttivo ter del settembre 2024, che ha rafforzato la possibilità di ricorrere alla transazione fiscale—già prevista in strumenti come il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione—e ha sottolineato il ruolo dell’Erario nelle trattative.

Obiettivo dichiarato: sensibilizzare i professionisti all’impiego operativo degli strumenti del Codice, che non costituiscono una materia di nicchia ma un ambito di lavoro essenziale per commercialisti e avvocati d’impresa, chiamati a intervenire prima che le difficoltà degenerino in procedure giudiziali.

Il programma ha registrato l’intervento del magistrato Antonio Pianoforte, che ha illustrato il ruolo del giudice e del Tribunale nelle varie procedure, i presupposti di accesso, il controllo di fattibilità e legalità, nonché le criticità emerse nella prassi, soffermandosi sui rapporti con gli organismi di composizione della crisi e con i professionisti.

Dopo la pausa pranzo, il dottor Giuseppe Iacono ha approfondito la costruzione del piano nel Codice della crisi: dalla diagnosi della situazione economico‑patrimoniale e finanziaria alla definizione degli obiettivi, fino all’architettura dei piani di risanamento e alla loro sostenibilità prospettica, con particolare attenzione alle responsabilità del professionista incaricato.

La giornata si è conclusa con un ulteriore contributo del professor Ceccherini, affiancato dalla dottoressa Giovanna Scifo, dedicato al confronto tra gli strumenti destinati alle imprese e quelli rivolti alla persona fisica, e con una tavola rotonda sulla costruzione del piano, sulla scelta dell’istituto più idoneo e sul controllo esercitato dal Tribunale.

Al termine dei lavori, il presidente Anc Ragusa, Giovanni Frasca, ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il territorio: «Questa giornata rappresenta un momento di crescita professionale e di confronto di straordinaria importanza per il nostro tessuto economico. Il Codice della crisi richiede competenze sempre più specialistiche e una visione multidisciplinare. Come associazione sentiamo il dovere di offrire occasioni di aggiornamento qualificato, affinché i commercialisti possano accompagnare imprese e cittadini con strumenti adeguati e con la consapevolezza del ruolo decisivo che la nostra professione svolge nella tutela del sistema economico e sociale».