il caso
Parcelle puntuali (da 400 euro al giorno) e spesa lumaca: Il paradosso del Pnrr siciliano
Le fatture degli esperti da 12mila euro a bimestre vengono saldate senza ritardi. Nel frattempo, la Regione arranca e non riesce a spendere i miliardi del Next Generation Ue
Le ultime fatture sono state liquidate nei giorni scorsi. Sono pagamenti che oscillano tra i 9mila e i 12mila euro lordi per un bimestre di lavoro. Adesso, con l'avvicinarsi della scadenza del Pnrr, anche il loro apporto sarà “giudicato” sulla base degli obiettivi fissati dal Piano. Obiettivi che in qualche caso, stando a un report della commissione regionale per l'Unione europea, sembrano molto lontani. Target e milestone sono citati nei decreti con cui la Regione ha riconosciuto il lavoro di 83 esperti, chiamati per dare una mano a spendere bene i fondi di Next Generation Ue, alla modica cifra di circa 70-80 mila euro annui. Consulenti esterni che si aggiungono e si affiancano, quindi, ai dipendenti regionali. Un aiuto previsto fin dalle prime battute, quando il governo nazionale ha varato il progetto “mille esperti”, distribuiti per tutte le regioni italiane e selezionati con avvisi pubblici.
La macchina burocratica siciliana può contare su di loro fin dal 2022, contrattualizzati col dipartimento della Funzione pubblica. Ogni consulente “costa” 400 euro al giorno, cioè oltre 70 mila euro l'anno per meno di 180 giornate di lavoro. La spesa complessiva, come detto, si avvicina ai 26 milioni, la cifra destinata alla Sicilia dal progetto nazionale.
È stata la Regione stessa, con una delibera di giunta, a individuare gli 83 esperti tra ingegneri, agronomi, geologi, biologi, chimici e avvocati. Superato un avviso pubblico, questi esperti hanno firmato un “contratto individuale di lavoro – si legge in uno dei decreti di liquidazione - che stabilisce un compenso a giornata/persona pari a 400 euro oltre IVA, se dovuta, e cassa professionale/rivalsa Inps, comprensivo di tutte le spese sostenute per l’adempimento degli obblighi contrattuali”. Pagamenti che sono arrivati finora (e giustamente) puntuali.
Qualche ritardo, invece, sembra registrare, la spesa complessiva del Pnrr in Sicilia. Secondo la Commissione Ars presieduta dall'esponente del M5S, Luigi Sunseri, infatti, i pagamenti complessivi della Regione si fermano, stando ai dati aggiornati a metà marzo scorso, appena al 36,59 per cento, con dati più preoccupanti in alcuni dipartimenti, come quello dei Beni culturali, ad esempio, fermo al di sotto del 19 per cento, quello dell'Acqua e rifiuti appena sopra il 23 per cento o quello per il Lavoro sotto il 27 per cento. E a due mesi dalla scadenza, due terzi dei 2 miliardi messi a disposizione dallo Stato, ancora da spendere. Nonostante l'aiuto degli esperti.