English Version Translated by Ai
17 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:02
×

eurostat

Lavoro, Italia fanalino di coda in Europa: gap di genere e divario del Sud

Nel 2025 l’occupazione sale al 62,5% ma l’Italia resta ultima in Ue, con forti squilibri tra aree del Paese e tra uomini e donne

17 Aprile 2026, 19:00

Lavoro, Italia fanalino di coda in Europa: gap di genere e divario del Sud

Seguici su

Nel 2025 il tasso di occupazione in Italia nella fascia 15-64 anni sale al 62,5%, segnando un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. Nonostante la crescita, il Paese resta però in ultima posizione tra i membri dell’Unione europea, con un ritardo di 8,5 punti rispetto alla media Ue, che si attesta al 71%.

I dati Eurostat evidenziano un divario particolarmente marcato sul fronte di genere. Gli uomini italiani risultano occupati nel 71,2% dei casi, contro il 75,4% della media europea, con una differenza di 4,2 punti. Tra le donne, invece, il tasso di occupazione scende al 53,8%, contro il 66,6% dell’Ue: un gap superiore ai 13 punti che rappresenta una delle principali criticità del mercato del lavoro italiano.

Il divario di genere interno resta quindi elevato: in Italia lavorano poco più di una donna su due, con uno scarto di 17,4 punti rispetto agli uomini. Anche se in lieve riduzione rispetto al 2024, la distanza rimane più del doppio rispetto alla media europea, dove il gap è di 8,8 punti.

Le differenze territoriali accentuano ulteriormente il quadro. Alcune regioni italiane registrano valori vicini alla media Ue, mentre altre si collocano tra le aree con i tassi di occupazione più bassi dell’intero continente: tre regioni italiane figurano infatti tra le cinque peggiori d’Europa.

La crescita dell’occupazione in Italia nel 2025 (+0,3 punti) risulta leggermente superiore alla media Ue (+0,2), ma insufficiente a colmare il divario strutturale. Nel confronto europeo, Paesi come Grecia e Spagna mostrano dinamiche più sostenute: Atene registra un incremento di 1,3 punti rispetto al 2024, mentre Madrid segna +0,9 punti.

Il quadro resta critico soprattutto per la componente femminile. Nella fascia 20-64 anni il tasso di occupazione italiano sale al 67,6%, contro il 76,1% europeo. Le donne occupate sono il 58% in Italia, contro il 71,3% Ue, mentre tra gli uomini la quota raggiunge il 77,1%. Il divario di genere arriva così a 19,1 punti, quasi il doppio della media europea (9,6).

Anche nella fascia 25-54 anni, la più attiva dal punto di vista lavorativo, il tasso femminile si ferma al 65%, ancora distante dall’84,6% maschile.

Nel confronto europeo, i livelli più alti di occupazione si registrano nei Paesi Bassi, con un tasso complessivo dell’82,3% e una quota femminile del 78,9%, seguiti dalla Germania con il 77,2% complessivo e il 74,1% tra le donne, valori nettamente superiori a quelli italiani.