Attualità
Spopolamento dei centri storici, il Sunia e la Cgil Ragusa: "Serve una strategia strutturale e condivisa per il futuro dei territori"
La questione territoriale è ampia e va analizzata a fondo per cercare di adottare le opportune contromisure
Il vivace confronto degli ultimi giorni sullo spopolamento del centro storico di Modica impone una riflessione ampia e non più rinviabile, che travalica i confini comunali. È un tema che riguarda l’intera provincia di Ragusa, la Sicilia e, più in generale, il Paese.
I casi emblematici dei centri storici ragusani, segnati da un progressivo abbandono, così come le criticità sociali riscontrabili in realtà come Vittoria, confermano una tendenza diffusa che coinvolge anche i comuni montani e le aree interne, sempre più marginalizzate rispetto ai servizi essenziali.
Lo svuotamento dei borghi e dei nuclei urbani antichi è dunque parte di una più ampia questione territoriale, che chiama in causa equità, accesso alle prestazioni fondamentali e qualità della vita.
CGIL e SUNIA denunciano da anni questa deriva, lanciando allarmi spesso inascoltati. Non ci si può limitare a intervenire quando l’emergenza esplode: serve anticipare i fenomeni, pianificare con lungimiranza e agire con coerenza.
Tra le cause principali del declino demografico nei centri storici spiccano il progressivo arretramento dei servizi pubblici — dalla riorganizzazione delle aziende sanitarie alla chiusura o al ridimensionamento degli sportelli postali, fino all’accorpamento dei presìdi delle forze dell’ordine per la riduzione degli effettivi — e i profondi mutamenti nelle abitudini abitative.
Oggi le famiglie chiedono spazi più funzionali, superfici maggiori e aree esterne, requisiti spesso incompatibili con il tessuto edilizio storico, fatto di piccoli tagli e sviluppi su più livelli. A ciò si aggiungono vincoli e regolamenti urbanistici che, in non pochi casi, ostacolano fusioni e ristrutturazioni in grado di restituire attrattività a questi luoghi.
“Le città devono tornare a mettere il cittadino al centro delle politiche urbanistiche e delle scelte amministrative — dichiara Salvuccio Ciranna, Segretario provinciale SUNIA Ragusa —, progettando spazi che rispondano concretamente ai bisogni delle persone e delle famiglie. In questa prospettiva, i centri storici devono essere rigenerati e resi nuovamente vivibili, adattando il patrimonio edilizio esistente alle nuove esigenze abitative, sociali e di accessibilità”.
Non è più sostenibile immaginare i centri storici come scenari destinati esclusivamente a un turismo mordi e fuggi, con la moltiplicazione di B&B e case vacanza. Occorre riportare residenti, restituendo vitalità e funzione sociale a questi contesti.
Serve una strategia di rigenerazione urbana orientata al futuro, ma da avviare subito. Se interventi strutturali fossero stati messi in campo vent’anni fa, oggi il quadro sarebbe ben diverso.
In questo scenario, preoccupa l’assenza della politica, soprattutto a livello nazionale e regionale: temi di tale portata richiedono risorse, programmazione e scelte chiare. Senza investimenti reali, il rischio è di restare prigionieri di un dibattito fine a se stesso, privo di esiti concreti.
In positivo, va accolta la proposta emersa dal Consiglio comunale di Modica per l’istituzione di una consulta dedicata al centro storico, strumento utile a promuovere partecipazione, confronto e progettualità condivisa. Iniziative simili possono rappresentare un primo passo per avviare percorsi strutturati di riqualificazione.
È altrettanto fondamentale ribadire che i centri storici non possono essere trattati come isole: devono integrarsi con il resto della città, nei servizi e nelle dinamiche sociali ed economiche, evitando il rischio di diventare una “città nella città” scollegata dal tessuto urbano complessivo.
“Per questo riteniamo fondamentale spostare il confronto su un piano provinciale — dichiara Giuseppe Roccuzzo, Segretario generale CGIL Ragusa — coinvolgendo tutte le forze sociali, politiche e tecniche del territorio. È necessario avviare un dibattito strutturato che porti, ad esempio, all’estensione di strumenti normativi efficaci – come la legge speciale per Ragusa Ibla – a tutti i comuni della provincia”.
Non basta però replicare modelli esistenti: è indispensabile compiere un salto di qualità, costruendo insieme progetti innovativi di rigenerazione urbana, capaci di rispondere alle esigenze contemporanee e di restituire centralità ai centri storici.
Il futuro dei territori dipenderà dalla capacità di affrontare adesso queste sfide con responsabilità, visione e concretezza.
Il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni sul caso dello spopolamento del centro storico di Modica impone una riflessione ampia e non più rinviabile su un tema che va ben oltre i confini comunali. Si tratta infatti di una questione che interessa l’intera provincia di Ragusa e, più in generale, tutta la Sicilia e il Paese.
I casi emblematici dei centri storici di Ragusa, segnati da un progressivo abbandono, così come le criticità sociali presenti in realtà come Vittoria, evidenziano una tendenza diffusa che riguarda anche i comuni montani e le aree interne, sempre più marginalizzate rispetto ai servizi essenziali. Lo spopolamento dei borghi e dei centri storici è quindi parte di una più ampia questione territoriale, che chiama in causa equità, accesso ai servizi e qualità della vita.
Come CGIL e SUNIA, da anni denunciamo questa situazione e lanciamo un allarme che troppo spesso è stato ignorato. Non si può continuare ad affrontare il problema solo quando diventa emergenza: è necessario anticipare i fenomeni, pianificare e intervenire con visione.
Tra le principali cause dello svuotamento dei centri storici vi è la progressiva riduzione dei servizi: la razionalizzazione delle aziende sanitarie, la chiusura o il ridimensionamento degli uffici postali, l’accorpamento delle caserme a causa della riduzione degli organici. A questi fattori si aggiungono i profondi cambiamenti nelle abitudini abitative dei cittadini: oggi si richiedono spazi diversi, più funzionali, spesso con aree esterne, difficilmente compatibili con il patrimonio edilizio dei centri storici, caratterizzato da piccole metrature e strutture su più livelli.
“Le città devono tornare a mettere il cittadino al centro delle politiche urbanistiche e delle scelte amministrative - dichiara Salvuccio Ciranna Segretario Provinciale SUNIA Ragusa -, progettando spazi che rispondano concretamente ai bisogni delle persone e delle famiglie. In questa prospettiva, i centri storici devono essere rigenerati e resi nuovamente vivibili, adattando il patrimonio edilizio esistente alle nuove esigenze abitative, sociali e di accessibilità”.
In molti casi, inoltre, regolamenti e vincoli urbanistici impediscono l’adeguamento degli immobili alle nuove esigenze, bloccando processi di accorpamento e ristrutturazione che potrebbero rendere nuovamente attrattivi questi luoghi.
Non è più sostenibile immaginare i centri storici come spazi destinati esclusivamente a un turismo mordi e fuggi, con la proliferazione di B&B e case vacanza. È necessario riportare i residenti, restituire vitalità e funzione sociale a questi contesti urbani.
Serve una strategia di rigenerazione urbana che guardi al futuro, ma che sia avviata subito. Se interventi strutturali fossero stati messi in campo vent’anni fa, oggi la situazione sarebbe profondamente diversa.
Preoccupa, in questo scenario, l’assenza della politica, soprattutto a livello nazionale e regionale. Problemi di questa portata non possono essere affrontati senza un impegno concreto in termini di risorse e programmazione. Senza investimenti reali, il rischio è quello di rimanere confinati in un dibattito sterile, privo di ricadute operative.
Accogliamo positivamente la proposta emersa dal Consiglio comunale di Modica relativa all’istituzione di una consulta sul centro storico, quale strumento utile a favorire partecipazione, confronto e progettualità condivisa. Riteniamo che iniziative di questo tipo possano rappresentare un primo passo concreto per costruire percorsi strutturati di rigenerazione.
Allo stesso tempo, è fondamentale ribadire che i centri storici non possono essere concepiti come realtà isolate o separate: devono armonizzarsi con il resto della città, integrarsi nei servizi, nelle dinamiche sociali ed economiche, evitando il rischio di essere relegati a una sorta di “città nella città”, priva di connessioni reali con il tessuto urbano complessivo.
“Per questo riteniamo fondamentale spostare il confronto su un piano provinciale - dichiara Giuseppe Roccuzzo Segretario Generale Cgil Ragusa - coinvolgendo tutte le forze sociali, politiche e tecniche del territorio. È necessario avviare un dibattito strutturato che porti, ad esempio, all’estensione di strumenti normativi efficaci – come la legge speciale per Ragusa Ibla – a tutti i comuni della provincia”.
Ma non basta replicare modelli esistenti: occorre fare un passo in avanti e costruire insieme progetti innovativi di rigenerazione urbana, capaci di rispondere alle esigenze contemporanee e di restituire centralità ai centri storici.
Il futuro dei nostri territori passa dalla capacità di affrontare oggi queste sfide con responsabilità, visione e concretezza.