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20 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:25
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L'ANNUNCIO

«Prezzo del diesel calmierato oppure blocchiamo lo Stretto»: i pescatori siciliani verso la protesta dell'1 maggio

Arriva anche la minaccia di cambiare "bandiera", ipotizzando quella maltese o, addirittura, tunisina «dove i pescherecci pagano il carburante 30 centesimi al litro»

20 Aprile 2026, 14:06

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Sotto lo Stretto, non una sola faglia: il mosaico invisibile che ridisegna la mappa sismica di Messina

Un nuovo studio su migliaia di scosse e dati dal fondale marino smentisce il “filo unico” del rischio: sotto il canale che separa Sicilia e Calabria agisce una rete di faglie interconnesse, attive in terra e in mare, con segni di movimento fin dentro i sedimenti più recenti.

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«L'associazione pescatori marittimi professionali in sintonia con la federazione armatori siciliani oggi pomeriggio avrà un’assemblea a porte chiuse, nel Siracusano, per stabilire le modalità di protesta contro il caro carburanti. Al vaglio c'è il blocco dello Stretto di Messina, il primo maggio prossimo, con tanti pescherecci provenienti da tutte le marinerie, siciliane e calabresi».

Lo ha detto Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani (Fas) spiegando che l’iniziativa servirà a «far sentire la nostra voce al governo Meloni che quando era all’opposizione diceva di impegnarsi per le accise, per il caro carburanti e per tanto altro, mentre oggi non ha fatto niente né per gli utenti né, tanto meno, per le categorie produttive»

«Il comparto pesca - spiega Micalizzi - chiede un intervento immediato del governo per mettere un tetto massimo al prezzo del diesel. Senza questo si corre il rischio di licenziamento dei dipendenti degli armatori e che barche possano essere messe in vendita oppure avviate alla demolizione. Qualcuno degli associati addirittura - rivela il presidente della Fas - ha avanzato la possibilità di cambiare bandiera e «iscrivere le barche o a Malta o addirittura in Tunisia dove i pescherecci pagano il carburante 30 centesimi al litro».