Attualità
Ragusa, i commercialisti e l'appello alla responsabilità
La consigliera nazionale di Anc, l'iblea Rosa Anna Paolino, interviene su un tema molto delicato
All’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che hanno riconfermato Elbano de Nuccio alla presidenza, si apre una nuova e delicata stagione per l’intera professione.
In questo quadro, la consigliera nazionale Anc Rosa Anna Paolino, espressione del territorio della provincia di Ragusa, richiama la necessità di un clima improntato a responsabilità e rispetto istituzionale.
Paolino rimarca come «il voto democraticamente espresso meriti pieno riconoscimento e non possa essere interpretato come una legittimazione a escludere o penalizzare chi ha sostenuto posizioni differenti».
La consigliera segnala che, in alcune realtà locali, si sono manifestati atteggiamenti tali da trasformare il confronto elettorale in una contrapposizione permanente, con possibili derive ritorsive nei confronti di gruppi portatori di opinioni diverse. «Una simile impostazione non rafforza la categoria, la indebolisce», afferma.
A suo avviso, gli Ordini territoriali e le istituzioni nazionali devono restare presìdi di garanzia, equilibrio e partecipazione, in cui anche le minoranze godano di piena dignità.
«La distinzione tra maggioranza e opposizione è fisiologica, ma non può mai tradursi in esclusione, discriminazione o delegittimazione personale e associativa».
Il pluralismo interno alla professione, aggiunge, è un valore e non un intralcio.
Paolino interviene inoltre sulle richieste di dimissioni rivolte al presidente dell’Anc, Marco Cuchel, per le sue valutazioni critiche sul precedente mandato del Consiglio nazionale.
«Non è accettabile che la libertà di espressione delle associazioni sindacali venga subordinata all’allineamento politico o istituzionale», dichiara, ricordando come l’Anc abbia sempre esercitato il proprio ruolo con trasparenza, formulando osservazioni e proposte su questioni ordinamentali, fiscali ed economiche.
Da qui l’appello a inaugurare una nuova fase in cui il risultato elettorale sia rispettato senza trasformarlo in strumento di rivalsa, le associazioni sindacali siano riconosciute come interlocutori legittimi, il dissenso non venga confuso con ostilità istituzionale e gli Ordini territoriali operino secondo criteri di imparzialità e pari dignità degli iscritti.
«Il nuovo mandato del Consiglio nazionale deve svilupparsi in un clima di confronto serio, trasparente e inclusivo», sottolinea Paolino, auspicando che tutte le componenti della professione – anche quelle che hanno sostenuto visioni alternative – possano contribuire a rafforzare il ruolo dei commercialisti italiani.
La consigliera chiude con un richiamo alla maturità istituzionale: «Le vittorie elettorali attribuiscono responsabilità di governo, non poteri di esclusione. L’unità della categoria deve fondarsi sul rispetto reciproco, non sul silenziamento del dissenso».