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23 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:00
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Energia

Lo stabilimento Isab di Priolo ospiterà il “laboratorio” dell’idrogeno verde

Un impianto innovativo per la transizione ecologica: lavori al via a fine 2027, dureranno tre anni

23 Aprile 2026, 09:40

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Lo stabilimento Isab di Priolo ospiterà il “laboratorio” dell’idrogeno verde

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La Sicilia potrebbe porsi all’avanguardia nel processo della transizione energetica, una delle sfide più rilevanti di questo secolo per l’Europa e il mondo. Per vincere questa sfida serve un mix di capitali, lavoro e know how. Il progetto Hynego sostenuto dalla Enego Holding (società attiva nella transizione energetica, con interessi nella distribuzione di biometano/bioGNL, conversione della CO2 per la petrolchimica e produzione di idrogeno verde) prevede la realizzazione all’interno dello stabilimento Isab di Priolo di un grande impianto per la generazione di idrogeno verde nell’ambito del progetto di riconversione della raffineria che sta investendo nella produzione di carburanti sostenibili. I lavori cominceranno alla fine del 2027 e si concluderanno entro il 2029.

La produzione di idrogeno verde andrebbe anzitutto a soddisfare il fabbisogno energetico dell’impianto della raffineria. La fase iniziale prevede lo sviluppo di una produzione di idrogeno verde rinnovabile (RFNBO) con una capacità iniziale di 100 MW e un investimento di 240 milioni di euro. Il progetto Hynego potrà essere ampliato fino a raggiungere una capacità di 300 MW (che porterà l’investimento complessivo ad oltre 700 milioni) con l’opportunità di fornire idrogeno anche ad altri siti industriali dell’area, abilitare lo sviluppo della mobilità sostenibile locale e offrire potenzialmente servizi ausiliari all’intero sistema energetico regionale. Priolo e Melilli rappresentano, infatti, il polo di raffinazione industriale più grande d’Europa e di assoluto valore strategico per il Paese con una capacità di raffinazione pari a circa il 25% del fabbisogno nazionale di combustibili liquidi commerciali.

L’Isab (che sta per essere acquisita dalla Ludoil, società della famiglia Ammaturo) in particolare ha raccolto la sfida di salvaguardarne il posizionamento; motivo per il quale è stata dichiarata recentemente «sito di interesse strategico nazionale».

«Abbiamo dimostrato, attraverso lo studio di fattibilità tecnico-economica, che ci sono tutte le condizioni di base per poter intravedere un risultato economicamente accettabile per vincere una sfida che fino a qualche anno fa sarebbe stata insostenibile: generare idrogeno pienamente rinnovabile a partire dal sole dal vento e dall’acqua riciclata», spiega Rosario Lanzafame, professore ordinario di Sistemi Energetici all’Università di Catania e Delegato del Rettore per l’Energia.

L’idrogeno verde è considerato un vettore energetico fondamentale nell’ambito della decarbonizzazione dei settori difficili da abbattere (tra cui cementifici, vetrerie, raffinerie, acciaierie e impianti per la produzione di energia elettrica) che producono elevate quantità di CO2, oltre a quello dei trasporti: benché non ancora competitivo, per alcune applicazioni specifiche risulta tuttavia la sola opzione di transizione energetica.