Energia
Trasporto aereo in difficoltà, Gela offre la via del biojet
L’impianto Eni produce 400 mila tonnellate l’anno di carburante per l'aviazione. Il sindaco: «Il governo investa qui per garantire autonomia energetica»
Nel pieno della crisi energetica che sta colpendo il settore del trasporto aereo a causa dell’inasprirsi dei conflitti internazionali, il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, richiama l’attenzione del governo nazionale sul ruolo strategico che la città può assumere nella produzione di carburanti sostenibili. L’aumento del costo del cherosene, la riduzione delle forniture e la crescente dipendenza dall’estero stanno infatti mettendo sotto pressione le compagnie aeree europee, mentre l’Unione discute di sicurezza energetica e autonomia produttiva. In questo scenario, il vertice di Cipro ha riportato al centro del dibattito la necessità di accelerare la transizione verso il biojet, considerato uno dei pilastri per garantire continuità operativa al comparto dell’aviazione e rispettare gli obiettivi ambientali fissati a livello comunitario.
Secondo Di Stefano, "Gela rappresenta oggi una delle poche realtà italiane già operative nella produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione e Eni è stata la prima a costruire in Italia un impianto di biojet. La riconversione industriale di Gela avviata con il protocollo del 2014 e gli investimenti degli ultimi anni hanno permesso a Eni di avviare nel 2024 la produzione di biojet con una capacità di circa 400 mila tonnellate l’anno, rendendo l’impianto gelese il primo in Italia e il secondo in Europa per dimensioni. Un primato che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbe essere valorizzato per trasformare il sito in un hub nazionale in grado di contribuire alla sicurezza energetica del Paese. Nel 2026 è inoltre prevista l’entrata in funzione di un secondo impianto di biojet a Marghera dove, come a Gela, si producono già biocarburanti per la mobilità a terra, segno di una filiera in espansione ma ancora limitata rispetto ai fabbisogni del settore."
«Oggi in Europa si parla di energia, sicurezza e futuro» - afferma il sindaco, sottolineando come la crisi internazionale renda urgente una scelta politica chiara. «Il settore dell’aviazione sta vivendo una fase delicatissima: il caro-cherosene, la dipendenza dall’estero e gli obiettivi ambientali impongono una svolta concreta verso il biojet e i carburanti sostenibili. Gela ha competenze, infrastrutture e know-how per diventare un punto di riferimento nazionale». Di Stefano ribadisce che la città è pronta a sostenere un ampliamento della produzione e chiede al governo di investire in modo deciso su una tecnologia che può garantire sviluppo, occupazione e maggiore autonomia energetica.
Nel quadro di un’Europa che cerca nuove rotte per ridurre la vulnerabilità delle proprie forniture, la proposta del sindaco si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di accelerare la transizione verso carburanti alternativi. La crisi del trasporto aereo, aggravata dall’instabilità geopolitica, rende evidente la fragilità di un sistema ancora fortemente dipendente dal petrolio. Per Gela, la sfida è trasformare un’esperienza industriale già avviata in un’opportunità di rilancio territoriale e in un tassello della strategia energetica nazionale.