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Industria

Decreto Primo Maggio e giovani imprenditori: basterà il bonus per invertire il declino?

Il tasso di occupazione è tra i più bassi in Europa e le start-up sono in calo, nonostante successi di spicco

25 Aprile 2026, 17:47

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Decreto Primo Maggio e giovani imprenditori: basterà il bonus per invertire il declino?

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Mentre il governo si appresta a emanare il «decreto Primo Maggio» che dovrebbe contenere una riedizione del bonus per i giovani, emerge che in Italia gli imprenditori under 30 — cioè i lavoratori autonomi con età compresa tra i 20 e i 29 anni — sono circa 420mila, l’8% dell’intera categoria.

Nel 2025, secondo gli ultimi dati Eurostat, in Unione europea c'erano 2,06 milioni d’imprenditori con età compresa tra i 20 e i 29 anni. Tra gli Stati membri l’Italia si piazzava quindicesima, più o meno a metà classifica, con una media in linea con quella europea (7,9%). Agli estremi della classifica si trovavano la Slovacchia (12,2%) e l’Irlanda (5,1%).

Generalmente, lo scorso anno il tasso occupazionale dei Paesi europei tra 20 e 29 anni era al 65,6%, più 6,3 punti percentuali rispetto al 2015. In questa classifica, con il 47,6% l’Italia occupava addirittura il penultimo posto, prima soltanto della Bosnia. I primi della classe erano invece i Paesi Bassi (84,0%) e Malta (82,1%).

Anche l’Istat confermava i problemi nazionali sul fronte lavorativo. Nel corso di un ventennio, gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono scesi da 7,3 a 5,2 milioni. In parallelo, il numero dei lavoratori over 50 è più che raddoppiato. Si lavora sempre di più, l’accesso alle pensioni è sempre più complesso e per i giovani ci sono sempre meno posizioni attive.

Il lavoro è quindi una criticità che tocca tutti. Se da un lato, sempre secondo Eurostat, il tasso di occupazione nell’ultimo anno è salito dello 0,3% (toccando il 62,5%), si tratta però del valore più basso di tutta Europa, inferiore di 8,5 punti rispetto alla media.

A dispetto dei numeri, l’Italia può comunque vantare notevoli esempi di imprenditoria giovanile, in passato come adesso. Nel 1978, all’età di 23 anni, Renzo Rosso fondò il marchio d’abbigliamento Diesel per poi costituire la holding Only The Brave (Otb), il cui fatturato ha toccato i 1,7 miliardi di euro nel 2025. Sempre a 23 anni, Giovanni Rana aprì un piccolo laboratorio per la produzione di pasta fresca. Due anni dopo partì produzione industriale che lo consacrò tra i leader mondiali del settore.

Esistono casi più recenti. Luca Ferrari, ceo di Bending Spoons (azienda sviluppatrice di applicazioni per dispositivi mobili), all’epoca della fondazione aveva circa 28 anni.

Eccezioni a parte, avviare una start-up in Italia non è un’impresa facile. Lo dimostra l’Osservatorio Startup Innovative di Cribis: nel 2025 sono state 11.090 le start-up innovative (imprese con residenza, sede produttiva o filiale in Italia create da non più di cinque anni) in attività, il 4,2% in meno rispetto al 2024.

Rispetto a tali difficoltà, il governo ha tentato di intervenire per stimolare l’imprenditoria e in generale il lavoro giovanile, ad esempio con gli incentivi del «decreto coesione» e dell’imminente «decreto Primo Maggio». E proprio in occasione della Festa dei Lavoratori si capirà se l’Italia potrà essere, per dirla alla maniera dei fratelli Coen, un Paese (anche) per giovani.