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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:41
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Energia

Biocarburanti, il governo rivendica la linea italiana mentre crescono gli investimenti Eni a Gela e Venezia

Nel pieno della crisi del trasporto aereo , le due bioraffinerie avanzano nella produzione di biojet.

29 Aprile 2026, 16:09

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La bioraffineria di Gela

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Durante la seduta di question time alla Camera si è tornato a parlare di biocarburanti, con particolare attenzione al settore del trasporto aereo. Nel corso della sua interrogazione, l’esponente di Azione Giulia Pastorella ha chiesto al governo perché non vengano incentivati in modo più deciso la produzione di biojet per l’aviazione nei due siti già operativi di Gela e Venezia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha replicato sostenendo che il governo crede nei biocarburanti e che da tre anni porta avanti una battaglia nelle sedi europee per sostenerli, ribadendo la necessità che ogni Stato possa sviluppare e tutelare le proprie aziende. Salvini ha poi richiamato il tema della revisione di alcune scelte del Green Deal, che a suo avviso rischiano di aggravare una situazione già complessa, citando in particolare il sistema Ets e i vincoli sulla flessibilità di bilancio.

Mentre la politica discute degli effetti della crisi del trasporto aereo legata al conflitto nel Golfo Persico, i dati del primo trimestre 2026 confermano che Eni continua a puntare sui carburanti sostenibili per l’aviazione. Dal report trimestrale emerge infatti un incremento della quota di investimenti tecnici di Enilive, passati da 33 a 66 milioni di euro, destinati in larga parte ai progetti sulle due bioraffinerie di Venezia e Gela, i primi siti riconvertiti in Italia alla produzione di biocarburanti.

La bioraffineria di Venezia è in fase di sviluppo su tre direttrici: gli interventi sul ciclo dell’idrogeno con un nuovo impianto di steam reforming; l’ampliamento della capacità complessiva attraverso la deossigenazione, fino a raggiungere 600 mila tonnellate annue; l’aumento della produzione di carburanti SAF. Il biojet rappresenta un elemento centrale nei piani industriali, sia a Venezia sia a Gela. Nel sito veneto è previsto entro il 2026 l’avvio di un ulteriore impianto dedicato. A Gela è già attiva una linea di produzione SAF da 400 mila tonnellate annue.

Secondo le stime della multinazionale, entro il 2030 i due poli potrebbero superare complessivamente i due milioni di tonnellate annue di carburanti sostenibili per l’aviazione. Già entro la fine dell’anno in corso la produzione complessiva potrebbe raggiungere la soglia del milione di tonnellate.