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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:00
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trasporti

Caro cherosene e guerra, voli a rischio e le più esposte sono le isole. La proposta: «Trattenere più carburante in Sicilia e Sardegna»

Le compagnie aeree stanno varando piani di emergenza che prevedono, nei casi peggiori, tagli alle rotte. Oggi la Regione Sardegna si è mossa per scongiurare cancellazioni. Interrogazione del Pd

06 Maggio 2026, 19:44

19:51

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Se taglio ai voli sarà, le più esposte in Italia sono Sardegna e Sicilia. Il caro carburante e lo stravolgimento delle rotte aeree dall'Europa verso l'Asia a causa della guerra in Medioriente tengono col fiato sospeso tutto il settore. Oggi Lufthansa ha parlato di un aumento dei costi del carburante pari a 1,7 miliardi di euro a causa dei rincari scaturiti dal blocco dello stretto di Hormuz. E alcune compagnie aeree stanno preparando piani di emergenza già per l'estate. «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore», ha detto al Corriere della Sera Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair

Nessuna compagnia vuole esplicitare cosa prevedono i piani di emergenza, ma diversi addetti ai lavori informalmente hanno confermato che esistono elenchi di rotte e di giorni più sacrificabili. O'Leary, ad esempio, ha ammesso che le rotte domestiche, interne ai Paesi, rischiano di più. In particolare, quelle «dove esiste un’alternativa, come i treni, meglio se ad alta velocità», ha precisato.

In questo contesto particolare attenzione viene riservata alle isole. L'amministratore di Ryanair e altri ceo, a proposito della situazione delle isole, strutturalmente più esposte a una eventuale mancanza di voli, hanno provato a tranquillizzare: «Verrebbero protetti i voli verso le isole, magari riducendo le frequenze, ma garantendo sempre la connettività giornaliera», è quanto ricostruito dal Corriere

Proprio oggi la Regione Sardegna si è portata avanti: in un incontro con Enac, il viceministro dei Trasporti Rixi e le compagnie aeree si è fatto il punto per «evitare che per tutto l'anno in corso ci siano aumenti di biglietti per chi deve andare o tornare dalla Sardegna», ha riferito il ministro Matteo Salvini, aggiungendo: «Stiamo lavorando per evitare un aumento indistinto dei biglietti». In Sicilia, al momento, nessuna iniziativa in tal senso è stata presa dal governo regionale. 

Ecco perché i senatori del Pd Marco Meloni e Antonio Nicita hanno presentato un'interrogazione urgente al ministro Salvini. La Sicilia e la Sardegna ospitano il 50 per cento della capacità di raffinazione d'Italia. Di conseguenza, è la proposta dei due parlamentari, si valuti «di trattenere» nelle due Regioni «una quota di carburante per porti e aeroporti locali, nonché interventi specifici sui prezzi finali»

«Con il prezzo del cherosene oltre i 1500 dollari per tonnellata - spiegano Nicita e Meloni - quasi il doppio rispetto solo a tre mesi fa, e i flussi dal Golfo Persico di fatto azzerati, il governo ha il dovere di fare chiarezza sui piani di emergenza che i vettori aerei stanno preparando in vista di giugno, quando, secondo il Ceo di Ryanair, la situazione potrebbe diventare critica. A preoccupare fortemente è la connettività delle isole che, si sa bene, non hanno molte altre alternative». E ancora: «Chiediamo al ministro se siano stati avviati contatti con i vettori aerei operanti in Italia per conoscere l'entità dei tagli previsti e quali iniziative il governo intenda adottare, anche in sede europea, per garantire la continuità territoriale». 

Oggi sul tema è intervenuto anche Sandro Pappalardo, ex assessore regionale al Turismo e attualmente presidente di Ita Airways. «A causa di questa situazione geopolitica - ha detto - alcune compagnie hanno iniziato ad annullare i voli, vedasi Lufthansa: noi al momento non abbiamo grossi problemi di carburante, quindi per i prossimi 7-8 mesi siamo quasi al sicuro e non andremo ad aumentare il costo dei biglietti; è però probabile che, con l'aumento del prezzo del carburante per l'aeromobile, qualche piccolo incremento ci dovrà essere ma nell'immediato non ci saranno problemi». In particolare per la Sicilia, «non solo continuiamo con i voli per Catania e Palermo ma abbiamo appena iniziato la vendita su Trapani: in un primo momento inizieremo con voli stagionali a partire dal 1 luglio, credo sia un bel successo e qualcosa che quel territorio merita».