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Toyota, utili in calo del 20%: dazi Usa e crisi geopolitiche frenano la crescita
Il gruppo giapponese prevede per il nuovo esercizio un utile operativo in forte diminuzione, penalizzato dalle tariffe sulle importazioni e dalle tensioni in Medio Oriente
L’incertezza geopolitica e l’impatto delle politiche commerciali statunitensi continuano a condizionare il settore automobilistico globale. In questo scenario, Toyota prevede per l’esercizio fiscale in corso un significativo calo della redditività operativa, stimato intorno al 20%, a causa soprattutto dei dazi sulle importazioni di auto imposti dagli Stati Uniti e delle tensioni in Medio Oriente che hanno rallentato la domanda e le catene logistiche.
Il colosso giapponese stima per l’anno fiscale che si concluderà a marzo 2027 un utile operativo pari a 3.000 miliardi di yen (circa 16,3 miliardi di euro), in forte diminuzione rispetto ai 3.770 miliardi registrati nell’esercizio precedente e nettamente inferiore alle attese del mercato, che puntavano a circa 4.590 miliardi di yen.
Secondo la società, il peggioramento del quadro è riconducibile a due fattori principali. Da un lato, l’effetto delle tariffe introdotte dagli Stati Uniti sulle auto importate, che hanno già pesato per circa 1.400 miliardi di yen sull’utile operativo dell’ultimo esercizio. Dall’altro, il conflitto in Medio Oriente, che ha determinato una contrazione delle vendite nella regione e interruzioni nelle spedizioni commerciali a partire da marzo.
Nonostante la revisione al ribasso delle previsioni, Toyota ha chiuso l’esercizio 2025 con risultati record sul fronte dei ricavi, raggiungendo 50.680 miliardi di yen, in crescita del 5,5% su base annua. Il dato segna un traguardo storico, con il gruppo che diventa la prima azienda giapponese a superare la soglia dei 50 mila miliardi di yen di fatturato.
Le vendite globali, includendo le controllate Daihatsu Motor e Hino Motors, sono aumentate del 2,5% arrivando a 11,28 milioni di veicoli, sostenute soprattutto dalla domanda nei principali mercati, tra cui il Giappone.
A sostenere in parte la performance complessiva resta la gamma ibrida, che continua a rappresentare uno dei pilastri della strategia industriale del gruppo nella fase di transizione verso l’elettrificazione.
Sul fronte commerciale, l’amministrazione Trump ha modificato più volte il regime tariffario: nell’aprile dello scorso anno i dazi sulle auto giapponesi erano stati innalzati dal 2,5% al 27,5%, per poi essere ridotti al 15% a luglio, con entrata in vigore da settembre. Le misure restano comunque un fattore di pressione per i costruttori asiatici attivi sul mercato statunitense.
Per l’esercizio in corso, Toyota prevede comunque una lieve crescita dei ricavi, stimata allo 0,6% fino a 51.000 miliardi di yen, mentre le vendite globali dovrebbero registrare un leggero calo dello 0,9%, attestandosi a 11,18 milioni di unità.