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il report

Carburanti, gas e luce: per i siciliani nel 2026 un incremento di 1,8 miliardi (+17%) a causa della guerra in Iran

Il documento della Cgia di Mestre parla di un aumento a livello nazionale di 29 miliardi di euro, basandosi su stime precise per i prezzi delle varie materie prime

09 Maggio 2026, 12:57

13:01

diesel

La guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran costerà alle tasche dei siciliani 1 miliardo e 845 milioni di euro. A livello nazionale il prezzo da pagare arriva alla cifra monstre di 29 miliardi di euro. Sono i conti fatti dalla Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese), considerando l'incremento per carburanti, elettricità e gas del 2026 rispetto all'anno precedente. Se in tutta Italia gli aumenti faranno registrare un complessivo + 16 per cento, sull'Isola si arriverà a + 17 per cento, come la Campania. A fare peggio solo la Calabria con + 17,8 per cento. 

CARBURNATI, DIESEL E BENZINA

Se si guarda ai numeri complessivi, la voce di spesa più critica riguarda i carburanti, che da soli peseranno per 13,6 miliardi di euro aggiuntivi, segnando un incremento del 20,4% rispetto al 2025. Con i prezzi alla pompa che nell'ultima settimana si sono stabilizzati intorno ai 2 euro al litro sia per la benzina che per il gasolio, la Cgia prevede per il 2026 una media annua di 1,95 euro per la verde e 2,05 euro per il diesel. I siciliani spenderanno 1 miliardo 103 milioni in più, +20,9 per cento rispetto al 2025. Più della media nazionale, meno di quella delle regioni del Sud dove l'incremento sarà del 21,1 per cento. Sebbene in termini assoluti sia la Lombardia a pagare il tributo più alto, a livello percentuale è la Basilicata a registrare il rincaro più marcato (+21,6%), seguita da Campania e Puglia (+21,3%).

ELETTRICITA'

Non va meglio sul fronte delle utenze domestiche e industriali. Per l'energia elettrica si stima un aggravio di 10,2 miliardi di euro (+12,9%). In questo ambito la Sicilia paga un prezzo salato: con + 600 milioni previsti nel 2026, in termini percentuali (+ 13 per cento) si tratta del secondo aumento più alto d'Italia dopo la Calabria.  Le proiezioni Cgia si basano su un aumento previsto del prezzo della materia prima in borsa del 29% per il 2026, con l'elettricità stimata a 150 euro/MWh.

GAS

Per il gas il prelievo addizionale sarà di 5 miliardi (+14,6%) a livello nazionale. La Cgia stima che il prezzo della materia prima in borsa sarà di 50 euro/MWh. La Sicilia rientra nella media nazionale: + 140 milioni di euro nel 2026, che rappresenta un + 14,5 per cento rispetto all'anno scorso. 

IL DECRETO BOLLETTE SOTTO ACCUSA

Nonostante gli interventi del Governo Meloni, la Cgia definisce le misure adottate finora come «insufficienti». Il recente "Decreto Bollette", che mette sul piatto circa 5 miliardi di euro, è considerato poco più che un palliativo di fronte a una stangata quasi sei volte superiore. Sebbene il provvedimento includa contributi straordinari per le famiglie fragili (fino a 115 euro), la riduzione degli oneri di sistema per le imprese e il taglio delle accise sui carburanti, l’onda lunga dei rincari appare destinata a travolgere queste difese. In particolare, preoccupa la scadenza del taglio delle accise (attualmente ridotto a soli 5 centesimi per la benzina) fissata per il prossimo 22 maggio.

Per gli artigiani di Mestre, la vera partita si gioca in Europa. «L’Unione Europea appare la grande assente», denuncia il rapporto, sottolineando come solo un intervento coordinato da Bruxelles possa evitare una recessione sproporzionata alimentata da una politica monetaria restrittiva. Le richieste avanzate sono nette: sospensione del Patto di Stabilità per permettere agli Stati di finanziare aiuti senza gravare sul deficit; taglio dell'IVA sulle bollette e introduzione di un tetto al prezzo del gas; contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle multinazionali dell'energia; disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'elettricità, per ridurre la volatilità del mercatoSenza una «copertura» europea, conclude la CGIA, le azioni dei singoli Stati risulteranno poco incisive, lasciando cittadini e imprese in balia di uno shock energetico dai tratti regressivi e pericolosi per la stabilità sociale.