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Ita Airways sempre più tedesca: Lufthansa pronta a rilevare il 90%
Eserciterà a giugno l’opzione per acquistare un ulteriore 49% della compagnia italiana per 325 milioni di euro
Il controllo di ITA Airways passa sempre più nelle mani di Lufthansa Group. Il gruppo guidato da Carsten Spohr ha annunciato che a giugno eserciterà l’opzione prevista dagli accordi con il Ministero dell’Economia italiano per acquisire un ulteriore 49% della compagnia tricolore, portando così la propria partecipazione dall’attuale 41% al 90%.
L’operazione, dal valore di 325 milioni di euro, dovrebbe essere perfezionata nel primo trimestre del 2027, una volta ottenute le autorizzazioni regolatorie da parte delle autorità europee e statunitensi. A quel punto il Ministero dell'Economia e delle Finanze manterrà soltanto una quota residuale del 10%, destinata comunque a poter essere ceduta ai tedeschi nel 2028 secondo quanto già previsto dall’intesa firmata nel giugno 2023.
Per il gruppo tedesco si tratta di un’accelerazione significativa nel processo di integrazione della compagnia nata dalle ceneri di Alitalia. «Avevamo promesso l’integrazione aerea più rapida della nostra storia. Puntavamo a completare tutti i principali passaggi in appena 18 mesi. Non solo abbiamo mantenuto questa promessa, siamo stati più veloci», ha dichiarato Spohr durante l’assemblea degli azionisti a Francoforte.
Secondo il manager tedesco, i passeggeri «percepiscono già ITA Airways come parte integrante del gruppo Lufthansa» e il processo di integrazione è ormai avanzato anche nel business cargo. Una valutazione che ha convinto il gruppo ad anticipare l’esercizio dell’opzione già nel giugno di quest’anno.
L’integrazione, del resto, è già visibile sul piano operativo. Da aprile ITA Airways è entrata pienamente nel programma fedeltà Miles & More del gruppo tedesco e ha avviato la migrazione delle proprie piattaforme digitali sull’ecosistema Lufthansa, primi segnali concreti di un’unificazione industriale sempre più stretta.
Da Roma, tuttavia, la compagnia tiene a ribadire che il cambio di governance non comporterà la perdita dell’identità nazionale. ITA sottolinea che continuerà a operare con il proprio marchio, mantenendo una identità «fortemente legata all’Italia» e consolidando il ruolo di vettore di riferimento per il Paese, con l’obiettivo di rafforzare la connettività internazionale e promuovere il Made in Italy.
Sulla stessa linea l’amministratore delegato Joerg Eberhart, secondo cui il passaggio rappresenta «una fase di grande rilevanza industriale e strategica». «Abbiamo costruito una compagnia solida, riconoscibile e orientata alla qualità. La decisione di Deutsche Lufthansa dimostra il buon lavoro fatto finora e ci permetterà di competere con maggiore forza sui mercati internazionali».
Per il governo italiano si avvicina così l’uscita quasi completa da un dossier che per oltre quindici anni ha pesato sui conti pubblici. Per Lufthansa, invece, l’operazione consolida la strategia di rafforzamento nel mercato mediterraneo e trasforma Roma in uno degli hub chiave del gruppo per lo sviluppo delle rotte verso Sud America, Africa e Medio Oriente.
Un passaggio industriale che, salvo sorprese regolatorie, segnerà definitivamente la fine dell’era pubblica del trasporto aereo italiano.