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i dati dell'istat

Produzione industriale Italia in crescita a marzo ma il trimestre resta negativo

A marzo la produzione industriale cresce dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% annuo, trainata dall’auto. Tuttavia il primo trimestre 2026 chiude ancora in calo dello 0,2%, secondo i dati Istat

12 Maggio 2026, 18:13

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Produzione industriale Italia in crescita a marzo ma il trimestre resta negativo

La produzione industriale italiana torna a crescere a marzo per il secondo mese consecutivo, sostenuta soprattutto dal comparto automobilistico, ma il recupero non è sufficiente a compensare la debolezza dei primi mesi dell’anno. Il primo trimestre si chiude infatti ancora con il segno negativo, in un contesto economico globale segnato da forte incertezza legata alle tensioni geopolitiche e all’andamento del mercato energetico.

Secondo i dati diffusi dall’Istat, a marzo la produzione industriale aumenta dello 0,7% rispetto a febbraio e dell’1,5% su base annua. Nonostante il doppio segnale positivo di febbraio e marzo, il bilancio dei primi tre mesi del 2026 resta in flessione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

A trainare la crescita mensile è soprattutto il settore dei mezzi di trasporto, che segna un incremento dell’11,2% su base annua, con particolare dinamismo della produzione di autoveicoli. Di segno opposto invece la chimica, che registra un calo del 7,8%, risultando tra i comparti più penalizzati.

Il quadro resta tuttavia disomogeneo: se i beni strumentali mostrano segnali di ripresa, i beni di consumo continuano a rallentare, con un arretramento prolungato soprattutto nei beni durevoli. Una tendenza che, secondo le associazioni dei consumatori, riflette le difficoltà persistenti delle famiglie e potrebbe peggiorare nei prossimi mesi.

Nella sua nota sull’andamento dell’economia, l’Istat sottolinea inoltre come i dati incorporino solo parzialmente gli effetti delle tensioni in Medio Oriente, che stanno influenzando l’offerta globale e spingendo al rialzo i prezzi delle materie prime energetiche. Uno scenario che mantiene elevato il livello di incertezza per l’economia mondiale.

Sul piano internazionale, il primo trimestre evidenzia dinamiche divergenti: forte crescita in Asia, buon andamento degli Stati Uniti e persistente debolezza dell’Europa. Per l’Italia, il Pil segna un +0,2% congiunturale, confermando la crescita iniziata nella seconda metà del 2025. Il dato risulta leggermente migliore rispetto alla Francia, ma inferiore a quello di Spagna e Germania.

Nel rapporto viene infine analizzato anche il fenomeno del drenaggio fiscale: secondo le stime dell’Istat, le riforme fiscali tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato l’effetto dell’aumento nominale dei redditi sugli scaglioni d’imposta, generando un beneficio medio di circa 40 euro per contribuente. Un impatto attribuito anche all’introduzione dell’Assegno unico, che ha sostituito le detrazioni per figli a carico.

Per il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, i dati confermano la validità delle misure adottate: un segnale che, secondo il governo, rafforza la traiettoria della riforma fiscale in corso.