Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
17 maggio 2026 - Aggiornato alle 12:52
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Lo studio

Lavoro, il paradosso italiano (ma non siciliano): quasi un colloquio su tre va deserto. E c'entrano i salari

Cresce la fuga dai processi di selezione in tutta Italia, ma i dati Excelsior analizzati da Cgia Mestre rivelano un'eccezione: in Sicilia il fenomeno delle mancate presentazioni è decisamente meno grave rispetto alla media nazionale. I dati per provincia

17 Maggio 2026, 12:17

12:18

Lavoro, il paradosso italiano (ma non siciliano): quasi un colloquio su tre va deserto. E c'entrano i salari

Il mercato del lavoro italiano sta vivendo un paradosso: da una parte le crisi industriali di grandi realtà aziendali rischiano di generare migliaia di esuberi, dall'altra moltissime imprese, specialmente di piccole dimensioni, affrontano una crescente e cronica difficoltà nel reperire personale qualificato. A certificare questa anomalia è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che evidenzia come nel 2025 quasi un colloquio di lavoro su tre sia saltato semplicemente perché nessun candidato si è presentato alla selezione. Prima di analizzare la portata nazionale del problema e le sue cause, è però fondamentale sottolineare come, in base ai dati del Sistema Informativo Excelsior, in Sicilia questo preoccupante fenomeno risulti decisamente meno grave e in netta controtendenza rispetto ai picchi del resto del Paese.

Se a livello nazionale la media dei "colloqui andati a vuoto" tocca infatti il 30,2 per cento, l'Isola si posiziona al diciassettesimo posto in Italia, registrando una percentuale di difficoltà di reperimento per assenza di candidati pari al 26,4 per cento. In termini assoluti, su 393.620 entrate lavorative previste nel 2025, le selezioni sono andate a "vuoto" in 103.761 casi. Esaminando il tessuto provinciale senza ricorrere a classifiche numeriche, emerge che il territorio di Agrigento è quello con le maggiori criticità, segnando un tasso del 29,8 per cento di posizioni vacanti su oltre 29.000 assunzioni stimate. Seguono Caltanissetta ed Enna, entrambe ferme al 28,8 per cento seppur con volumi di offerta molto diversi, e Trapani con il 28,2 per cento. Esattamente in linea con la media regionale si attesta Messina, mentre Ragusa e Siracusa si mantengono leggermente al di sotto, rispettivamente con il 25,6 e il 25,5 per cento. Le aree meno toccate dal problema sono i grandi poli di Catania e Palermo, accomunati da un tasso del 25,4 per cento: pur offrendo la stragrande maggioranza delle opportunità lavorative in Sicilia, riescono a contenere in modo più efficace la fuga dai colloqui.

Allargando lo sguardo al quadro nazionale, la difficoltà di trovare personale per assenza fisica dei candidati è esplosa. Se nel 2017 le mancate presentazioni erano poco meno di 400.000 (il 9,7 per cento del totale previsto), nel 2025 il fenomeno ha superato quota 1.750.000, toccando punte del 39 per cento nelle costruzioni e oltre il 35 per cento nel settore legno-mobile e nelle multiutility. Le ragioni dietro a questa diserzione delineano un profondo mutamento nel mercato: le nuove generazioni hanno cambiato le priorità, cercando non solo uno stipendio, ma flessibilità, prospettive di crescita e un reale equilibrio tra vita privata e lavoro. Di fronte a offerte con salari bassi o orari usuranti, si tende a rinunciare ancor prima del colloquio iniziale. A pesare sono anche il generale calo demografico, un evidente disallineamento tra la preparazione scolastica e le competenze tecniche richieste, e procedure di selezione spesso farraginose che spingono i candidati a dileguarsi non appena intravedono alternative migliori.

Per tentare di arginare la frattura tra domanda e offerta, diventa indispensabile costruire un ponte più diretto tra la scuola, la formazione e il mondo produttivo. Le aziende devono superare la percezione spesso negativa del lavoro privato offrendo stage di qualità, apprendistati strutturati e ambienti di lavoro moderni, cambiando radicalmente anche il linguaggio della comunicazione aziendale. Geograficamente, è il Nordest a faticare di più. Tra le regioni con le percentuali più alte di mancate presentazioni, svettano Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna. La regione meno «colpita» da questa paralisi è invece la Puglia, dove "solo"» nel 25 per cento dei casi non si presenta nessuno. A livello provinciale, i territori a forte trazione turistico-alberghiera, edile e metalmeccanica come Trento, Aosta, Udine, Bolzano e Belluno vedono fallire sistematicamente i colloqui, mentre le aree meno "snobbate" da chi cerca occupazione risultano essere Avellino, Taranto e Bari.