Automotive
La Fiom avverte Stellantis: «Senza rilancio Maserati rischia di sparire»
Il sindacato sollecita investimenti immediati per evitare il declino del marchio storico e rilanciare la capacità produttiva di Modena
La Fiom-Cgil alza il pressing su Stellantis e chiede un piano industriale dettagliato per rilanciare la produzione negli stabilimenti italiani del gruppo. Il sindacato sollecita interventi specifici per ogni impianto, con l’obiettivo di aumentare i volumi produttivi e salvaguardare l’occupazione in una fase considerata decisiva per il futuro dell’automotive nazionale.
Per lo stabilimento di Mirafiori, dove attualmente vengono prodotti circa 500 veicoli elettrici BEV e 500 MEV, la Fiom chiede la realizzazione di una seconda linea di montaggio destinata a un modello “mass-market”, capace di generare volumi aggiuntivi rispetto alla capacità oggi installata.
A Pomigliano d'Arco, sede produttiva della Panda e dell’Alfa Romeo Tonale, il sindacato propone di anticipare l’avvio dei nuovi progetti già annunciati e di mantenere operative entrambe le linee produttive per garantire almeno gli attuali livelli occupazionali.
Per lo stabilimento di Cassino, dove vengono assemblate Alfa Romeo Giulia, Alfa Romeo Stelvio e Maserati Grecale elettrica, la Fiom invoca un “progetto straordinario” che non si limiti alla semplice ibridazione degli attuali modelli. Secondo il sindacato, il piano potrebbe essere sviluppato anche attraverso collaborazioni con altri costruttori automobilistici.
Richiesta precisa anche per Melfi, dove si producono DS7, DS8, Jeep Compass e la nuova Lancia Gamma in fase di lancio. La Fiom chiede il ritorno di un modello di grande diffusione che possa saturare la capacità produttiva dello stabilimento lucano.
Per Atessa, polo dei veicoli commerciali, il sindacato sollecita invece l’assegnazione di un nuovo modello, indicando in particolare la necessità di una nuova generazione del Ducato.
Infine, forte preoccupazione viene espressa per Maserati. La Fiom-Cgil chiede un piano industriale dedicato per il rilancio del marchio, definito “a rischio di scomparsa” senza interventi concreti. L’obiettivo indicato dal sindacato è quello di riportare a pieno regime la capacità produttiva dello stabilimento di Modena.