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22 maggio 2026 - Aggiornato alle 22:02
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energia

Il taglio delle accise su gasolio e benzina prorogato fino all'8 giugno

Triplicati gli aiuti per gli autotrasportatori (fino a 300 milioni): fermato lo sciopero che minacciava di svuotare i supermercati

22 Maggio 2026, 22:02

Il taglio delle accise su gasolio e benzina prorogato fino all'8 giugno

Nella serata del 22 maggio 2026, Palazzo Chigi ha raggiunto una tregua ritenuta decisiva per la tenuta dell’economia reale, riuscendo a fermare la protesta degli autotrasportatori e a prorogare le agevolazioni sui carburanti.

Il Consiglio dei ministri ha infatti esteso fino a domenica 8 giugno 2026 la riduzione delle accise, confermando lo sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi al litro sulla benzina.

La scelta ha una portata innanzitutto politica e strategica: scongiurare il rischio di una paralisi della logistica che avrebbe potuto svuotare i supermercati, bloccare i porti e interrompere le catene di fornitura industriali. L’attenzione dell’esecutivo si è concentrata soprattutto sul gasolio, il carburante più esposto alle tensioni internazionali e con l’impatto maggiore sui costi di trasporto e, di riflesso, sui prezzi al consumo.

Per convincere le sigle sindacali a fare un passo indietro, il governo Meloni ha rafforzato in modo significativo i sostegni diretti alle imprese del trasporto merci. Al credito d’imposta da 100 milioni di euro già previsto dal decreto-legge di marzo per il 2026 sono stati aggiunti ulteriori 200 milioni, portando il pacchetto complessivo a 300 milioni di euro. Questo strumento è stato preferito a un taglio fiscale generalizzato perché ritenuto più “adattabile e mirato” all’evoluzione della crisi, in un’ottica di salvaguardia dei conti pubblici.

Il pacchetto comprende anche misure per alleggerire la pressione finanziaria sulle aziende: dimezzamento dei tempi di rimborso trimestrale delle accise, che passano da 60 a 30 giorni, e possibile sospensione di alcuni versamenti fiscali.

Gli effetti politici e operativi sono stati immediati: il fermo nazionale dei tir di 120 ore, inizialmente annunciato dal 25 al 29 maggio, è stato disinnescato e sospeso dalle associazioni di categoria coordinate da UNATRAS.

Resta, tuttavia, un equilibrio fragile. Lo sconto alla pompa costituisce una “misura ponte” e un cuscinetto nel breve periodo, ma non offre una risposta strutturale alla dipendenza dalle quotazioni internazionali del greggio. Se l’incertezza dei mercati dovesse protrarsi oltre la prima metà di giugno, l’esecutivo sarà costretto a un nuovo bivio: rifinanziare i sostegni oppure lasciare che i rincari si riflettano sui consumatori.