il caso
Temu multata: 200 milioni di euro per i rischi "amplificati" dai suoi algoritmi
Applicato il Digital Services Act. La Commissione contesta la promozione irresponsabile di articoli illegali che inondano l'Europa
La Commissione europea ha comminato al colosso dell’e‑commerce Temu una multa da 200 milioni di euro. Il provvedimento, adottato il 28 maggio 2026 nell’alveo del Digital Services Act (DSA), contesta alla piattaforma una carenza strutturale nella prevenzione, nel controllo e nella mitigazione dei pericoli connessi ai prodotti in vendita.
Secondo Bruxelles, non si tratta di episodi isolati, bensì di un problema sistemico che tocca direttamente la sicurezza dei circa 92 milioni di utenti europei dell’app.
L’indagine non si è limitata agli atti formali. Attraverso operazioni di mystery shopping (acquisti in incognito), le autorità hanno riscontrato una presenza significativa di articoli non conformi agli standard di sicurezza. Tra i casi più gravi: giocattoli per bambini con rischi chimici per sostanze oltre i limiti di legge e pericoli di soffocamento dovuti a parti staccabili, oltre a caricabatterie incapaci di superare i test di sicurezza di base.
Per l’Unione europea, Temu ha sottovalutato in modo grave la probabilità che i consumatori si imbattessero in prodotti illegali, omettendo inoltre di valutare come l’architettura commerciale della piattaforma — dai sistemi di raccomandazione algoritmica alle promozioni tramite influencer — potesse amplificare la diffusione di articoli pericolosi.
Il caso segna un passaggio chiave nella regolamentazione del commercio digitale. Designata “Very Large Online Platform” nel maggio 2024, Temu è soggetta agli obblighi più severi del DSA: i grandi attori del web non possono più celarsi dietro il ruolo di “bacheche neutre”, ma devono assumere piena responsabilità come parte attiva dell’ecosistema del rischio, con sanzioni che possono arrivare fino al 6% del fatturato globale.
Questa è la seconda sanzione formale irrogata sotto l’egida del regolamento, dopo quella da 120 milioni di euro inflitta alla piattaforma X nel dicembre 2025.
A complicare il quadro, le criticità già sollevate nel 2024 dalla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, che aveva contestato a Temu pratiche commerciali aggressive: sconti ingannevoli, pressioni all’acquisto, recensioni dubbie e ostacoli nei rimborsi.
L’azienda cinese respinge la decisione definendola “sproporzionata”, in quanto fondata su una valutazione dei rischi risalente al 2024 e non aggiornata ai meccanismi di governance su cui sostiene di aver investito. Per Bruxelles, tuttavia, le misure correttive più recenti non bastano a colmare le falle di un sistema che ha esposto alla minaccia milioni di cittadini.