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Zona industriale di Catania, partono i lavori da 50 milioni: 50 strade e il verde da rifare, nuova illuminazione
Iniziano a metà giugno gli interventi finanziati con risorse Fsc 2021-2027. «In un anno abbiamo fatto progetti, gare e aggiudicazione»
Il Comune di Catania e la Regione Siciliana hanno illustrato a Palazzo degli Elefanti il piano operativo e il cronoprogramma degli interventi per l’ammodernamento della rete viaria e ambientale della Zona industriale, suddivisi in sette lotti.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Enrico Trantino e il presidente della Regione Renato Schifani. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il dirigente generale della Programmazione regionale, la presidente di Confindustria Catania Busi Ferruzzi, i segretari territoriali di CGIL, CISL, UIL e UGL (Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci), il direttore dei Lavori pubblici del Comune, Fabio Finocchiaro, e i tecnici progettisti, tra cui Francesco Angemi, che ha illustrato i punti principali del programma.
La riqualificazione del più grande distretto produttivo dell’isola, attesa da decenni e resa urgente dal grave degrado delle infrastrutture, è finanziata con 50 milioni di euro dei Fondi di sviluppo e coesione 2021-2027. Il progetto prevede il rifacimento di circa cinquanta strade con relativi marciapiedi, sistemi di drenaggio e nuova illuminazione pubblica a LED.
«Il nostro punto d’orgoglio è la riqualificazione di un’area decisiva e strategica per il territorio, soprattutto per il numero sempre crescente di imprese che vogliono insediarsi – ha detto il sindaco Enrico Trantino». Parliamo di una zona industriale che per oltre quarant’anni, fatta eccezione per l’intervento voluto dall’amministrazione Pogliese cinque anni fa, non ha visto investire un solo euro. Ci troviamo di fronte a un paradosso: da un lato abbiamo un’area che rappresenta una straordinaria potenza economica, dall’altro, a causa delle condizioni delle infrastrutture comunali, si presenta ancora come un vero campo di battaglia. Oggi finalmente cambiamo rotta. Nonostante alcuni ricorsi al Tar abbiano inizialmente bloccato l’aggiudicazione, stiamo portando avanti gli impegni assunti subito dopo avere ottenuto il finanziamento dalla Regione Siciliana, e lo stiamo facendo con una velocità mai vista prima. Le somme ci sono state assegnate nell’aprile 2025: il tempo di redigere i progetti, bandire le gare e aggiudicarle, e oggi siamo pronti a partire. Avremmo potuto avviare i cantieri già un mese e mezzo fa, ma il blocco dello Stretto di Hormuz ha causato una crisi del bitume e un conseguente aumento dei prezzi. Questo ha richiesto una nuova trattativa economica con le ditte appaltatrici, che si è comunque conclusa positivamente.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha ribadito il sostegno di Palazzo d’Orléans: «Sono a Catania per confermare il sostegno della Regione al piano di manutenzione straordinaria dell’area industriale, un intervento condiviso con il sindaco Enrico Trantino, con le associazioni di categoria del sistema produttivo e con il Governo nazionale. Un’esigenza che mi era stata prospettata sin dal mio insediamento e per la quale ho assunto subito un impegno, anche se era necessario reperire le risorse finanziarie. Le abbiamo trovate nei fondi FSC 2021-2027, inserendo i progetti nell’Accordo di programma e adesso possiamo finalmente avviare gli interventi. Manteniamo così una promessa nei confronti della città e del suo sistema industriale, che rappresenta una delle eccellenze più importanti della Sicilia. Questo appuntamento segna un risultato concreto, raggiunto grazie alla collaborazione tra politica e istituzioni. Adesso l’obiettivo è procedere rapidamente con i lavori, nel pieno rispetto del cronoprogramma. Abbiamo raggiunto un primo traguardo, ma quello finale lo taglieremo al completamento di tutti gli interventi, sulla cui esecuzione il Governo regionale presterà grande attenzione».
La Zona industriale di Catania si estende su circa 1.900 ettari, ospita 400 imprese e oltre 12 mila addetti e contribuisce, secondo le stime fornite, al 20% del Pil regionale, grazie alla presenza di grandi stabilimenti, piattaforme logistiche, comparto agroalimentare e artigianato.
Il piano punta a sanare le criticità della viabilità interna, compromessa da anni di mancata manutenzione e aggravata da problemi idrogeologici con allagamenti ricorrenti, che generano rallentamenti, danni ai mezzi, rischi per l’incolumità e disagi per i pendolari. Per accelerare e coordinare l’esecuzione, il Comune ha articolato il maxi intervento in sei lotti territoriali dedicati alla mobilità e in un settimo lotto per la manutenzione ambientale: pulizia dei canali, regimentazione delle acque, scerbamento e nuove piantumazioni, così da garantire un rilancio solido e duraturo dell’area.
L’avvio del percorso viene salutato positivamente dalle organizzazioni sindacali. «Le richieste avanzate dal sindacato in questi anni hanno finalmente trovato ascolto nelle istituzioni - dichiarano i segretari generali di CGIL, CISL, UIL e UGL di Catania, Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio, Enza Meli, Giovanni Musumeci - Adesso sarà fondamentale garantire il rispetto degli impegni assunti e dei tempi previsti».
Nel corso dell’incontro, i sindacati hanno chiesto al presidente Schifani un ulteriore finanziamento per realizzare l’impianto fognario nell’area produttiva. Al sindaco è stata ribadita la necessità di rafforzare sicurezza e servizi con un presidio permanente dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’ordine e del primo soccorso. Con Trantino è stata inoltre concordata la creazione di un gruppo di lavoro per monitorare l’impatto dei cantieri sulla viabilità cittadina, già appesantita dai lavori in corso tra aeroporto, tangenziale e principali assi di accesso.
Le sigle confederali rivolgono infine un appello ai lavoratori della Zona industriale a «sopportare con pazienza gli inevitabili disagi» legati ai lavori, ma sottolineano che il rilancio non può limitarsi al rifacimento delle strade. Servono trasporti efficienti, servizi adeguati e più sicurezza. Da qui la richiesta di un tavolo permanente con Comune e Regione per vigilare sugli interventi e orientare i 50 milioni stanziati anche verso il rispetto dei contratti, la legalità negli appalti e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.