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i numeri

Inflazione oltre il 3% e occupazione in crescita: da economia segnali contrastanti

Nel primo trimestre +0,3% congiunturale e +0,8% annuo. Istat rivede le stime al rialzo, con una crescita acquisita per il 2026 allo 0,6%, in linea con il Mef

29 Maggio 2026, 18:30

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Inflazione oltre il 3% e occupazione in crescita: da economia segnali contrastanti

Occupazione in crescita, prodotto interno lordo rivisto al rialzo, inflazione tendenziale che supera la soglia del 3%. Sono questi i principali dati diffusi dall'Istat nel giorno dell'assemblea di Banca d'Italia, che offrono qualche segnale di tenuta del sistema economico, pur in un contesto ancora esposto alle tensioni sui prezzi.

A preoccupare maggiormente è proprio la dinamica inflazionistica, trainata soprattutto dall’aumento dei beni energetici, anche a causa delle tensioni geopolitiche e delle difficoltà lungo le principali rotte di approvvigionamento. Un quadro che, secondo il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, potrebbe rendere necessaria una ricalibrazione della politica monetaria europea per contenere il rischio di pressioni inflazionistiche persistenti. Una posizione che apre, di fatto, a un possibile rialzo dei tassi da parte della BCE già nelle prossime riunioni, in particolare a giugno.

In attesa delle decisioni di Francoforte, i dati Istat descrivono comunque un’economia italiana che continua a mostrare resilienza. Dopo i risultati positivi dell'export verso i Paesi extra‑UE, Stati Uniti inclusi, arrivano anche segnali incoraggianti dal mercato del lavoro e dal Pil.

Nel dettaglio, l'Istat ha rivisto al rialzo di un decimale le variazioni congiunturali e tendenziali del Pil nel primo trimestre dell'anno rispetto alla stima preliminare di aprile. La crescita è ora stimata allo 0,3% su base trimestrale e allo 0,8% su base annua. La variazione acquisita per il 2026 sale allo 0,6%, in linea con le previsioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Sul fronte occupazionale, ad aprile gli occupati aumentano di 123mila unità rispetto a marzo e di 269mila rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo quota 24 milioni e 337mila. Il tasso di occupazione sale al 63,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, ai livelli più bassi dal 2004, mentre quello giovanile si attesta al 16,9%.

Resta però evidente uno squilibrio strutturale del mercato del lavoro, sempre più sbilanciato verso le fasce d'età più alte: gli occupati over 50 sono oltre 10 milioni e 400mila, pari a quasi la metà del totale, mentre continua a diminuire la presenza nella fascia 35-49 anni.

L'inflazione rimane comunque il principale fattore di rischio. A maggio, secondo le stime preliminari Istat, è salita al 3,2%, superando la soglia di riferimento e portando l'inflazione acquisita per il 2026 al 2,6%, sopra le ipotesi programmatiche del Mef. Il confronto con altri Paesi europei evidenzia una dinamica più accentuata in Italia: in Germania, nello stesso periodo, l'indice si è attestato al 2,6%.

L'accelerazione dei prezzi appare legata in particolare al comparto energetico e alla difficoltà di interventi strutturali efficaci, oltre al ricorso a misure temporanee come il taglio delle accise. Più contenuta, invece, la dinamica dei beni alimentari e del carrello della spesa, che cresce del 2,3%, al di sotto della media generale. Un segnale che, secondo le associazioni di settore, riflette anche un atteggiamento di responsabilità lungo la filiera nella gestione dei costi.