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29 maggio 2026 - Aggiornato alle 21:47
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Automotive

Stellantis, Italia esclusa dai tagli: confermati investimenti e nuovi modelli

Il gruppo esclude impatti sugli stabilimenti italiani dal taglio europeo della produzione annunciato a Detroit. Confermato il piano da 2 miliardi, rafforzato con nuovi progetti a Melfi e Pomigliano

29 Maggio 2026, 18:56

19:00

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Il taglio della capacità produttiva in Europa annunciato da Stellantis a Detroit, pari a circa 800 mila vetture, non interesserà gli stabilimenti italiani. A chiarirlo è Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, che a Mirafiori ha escluso qualsiasi impatto sul nostro Paese: «Non ci sono azioni previste, nulla che riguardi le fabbriche italiane».

Il gruppo conferma inoltre il piano di investimenti da 2 miliardi per l’Italia, che – secondo Cappellano – viene rafforzato con nuovi progetti industriali, tra cui la nuova Alfa Romeo a Melfi e il programma e-car a Pomigliano. L’Italia, sottolinea il manager, resta un asse centrale della strategia europea del gruppo, con tutti gli stabilimenti destinati a nuovi modelli e piattaforme. In questo quadro, non è mai stato formalizzato l’obiettivo di un milione di veicoli prodotti nel Paese, ipotesi circolata nei tavoli con il governo.

Nei primi mesi del 2026, aggiunge Cappellano, la produzione ha già mostrato un andamento migliore rispetto allo stesso periodo del 2025, con la speranza di consolidare il trend. Sul fronte istituzionale e sindacale, il 15 giugno è previsto un incontro a Roma con le organizzazioni dei lavoratori, mentre il 17 giugno l’amministratore delegato Antonio Filosa sarà ascoltato in Parlamento. «Il dialogo con i sindacati è proficuo», osserva Cappellano, sottolineando la necessità di un rapporto stabile con tutti gli stakeholder, in una fase definita di rafforzamento dopo una stagione più chiusa.

Per Mirafiori viene confermata la continuità produttiva delle Fiat 500 elettrica e ibrida, senza riduzioni di capacità. Resta però incerto il raggiungimento del target di 100 mila unità per la 500 ibrida, legato alle dinamiche di mercato. Lo stabilimento torinese, precisa Cappellano, si sta inoltre trasformando progressivamente in un hub multifunzionale che include attività di economia circolare, battery tech center, centro direzionale europeo e produzione di componenti e-Dct.

Sul piano dei nuovi modelli, il piano presentato a Detroit prevede per Alfa Romeo un C-Suv a Melfi su piattaforma STLA Medium e una compatta di segmento C su STLA One, oltre alla conferma della continuità di Giulia e Stelvio. Non sono previste riduzioni di gamma, mentre sul segmento D ulteriori dettagli arriveranno entro fine anno. A Pomigliano sono attesi almeno due modelli sulla piattaforma E-Car, oltre alla Pandina fino al 2030. Nessuna indicazione invece sui marchi dei nuovi modelli né su ulteriori sviluppi a Termoli, dove proseguirà la produzione di motori già annunciata.

Sul fronte sindacale, la Fim Cisl accoglie positivamente la conferma che i tagli europei non riguarderanno l’Italia e la continuità della gamma Alfa Romeo, ma chiede certezze su tempi e investimenti, soprattutto per Cassino. Più critica la Fiom-Cgil, che giudica il piano «carente e insufficiente» per il Paese e denuncia la persistente incertezza negli stabilimenti, con ricorso alla cassa integrazione e prospettive ancora poco definite.