l'infrastruttura
Ponte, tariffe medie da 27 euro (nel 2034) a 48 (nel 2063): il parere dell'Autorità trasporti. Pd e M5s: «Nuova bocciatura». La società: «Per auto 4-7 euro»
Nei giorni scorsi l'Autorità di regolazione ha dato il suo parere con undici osservazioni. Per la Stretto di Messina è un via libera, per le opposizioni no
Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto può essere considerato «adeguato nell'attuale fase di impostazione e avvio del progetto», ma dovrà essere valutato nel tempo su tariffe, rischi, costi e tutela degli utenti. A dirlo è l'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) guidata da Nicola Zaccheo in un parere di 19 pagine inviato, come da nuova procedura, al ministero delle Infrastrutture.
Nelle 19 pagine fitte di osservazioni e rilievi, Art premette che il parere riguarda esclusivamente le tariffe del pedaggio, non il giudizio sull'opera, caratterizzata da «assoluta specificità», oltre che da «unicità e complessità tecnica, economica e finanziaria». Proprio per questo, secondo l'Autorità, richiede verifiche più stringenti sulla tenuta economica del progetto e sulla distribuzione dei rischi.
Il Piano stima una tariffa media per veicolo pari a 27,43 euro all'entrata in esercizio dell'opera, prevista nel 2034, destinata a crescere fino a 48,71 euro nel 2063, con un incremento medio annuo del 2%. Sul punto Art richiama l'esigenza che il sistema tariffario resti coerente con i principi di «sostenibilità tariffaria» e «tutela dell'utenza», oltre che con una corretta allocazione dei rischi. Secondo Art il modello tariffario proposto da Stretto di Messina non prevede un esplicito fattore di recupero della produttività tipico delle concessioni regolate, si legge su Il Sole 24 Ore.
Art chiede che eventuali modifiche tariffarie siano sottoposte preventivamente al proprio parere. Incerti, rileva l'Autorità, restano i numeri finali dell'opera dal momento che "la concessionaria sottolinea come l'investimento complessivo è da intendersi a valori 'nominali' ma non quantificabili impatti derivanti dalle clausole di revisione prezzi". Se quei tasselli dovessero rallentare, potrebbe cambiare la domanda di traffico e quindi l'equilibrio economico.
L'ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha accolto il parere con ottimismo e punta a una nuova delibera del Cipess entro giugno. "L'Autorità - afferma in una nota la società - ha definito il Piano Economico Finanziario “adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto” evidenziando che dovrà essere accompagnato da un monitoraggio strutturato e periodico, già previsto nella Convenzione di concessione tra la Stretto di Messina e il concedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Appaiono quindi destituite di fondamento alcune dichiarazioni sulle politiche tariffarie, riportate dai media nella giornata odierna. La tariffa di 27,43 euro per i veicoli, indicata nel PEF e richiamata nel parere positivo dell’ART, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le autovetture che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta. Non risponde al vero, inoltre, che vengano “caricati prezzi più alti ai TIR”, per i quali sono previste tariffe di attraversamento sul ponte anche in questo caso sensibilmente inferiori a quelle attuali. Le tariffe per il traffico veicolare garantiscono nel periodo di esercizio dell’Opera l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento".
Le opposizioni, invece, attaccano. "L'Autorità di Regolazione dei Trasporti - denuncia il vicepresidente della commissione Ambiente-Infrastrutture alla Camera Agostino Santillo, del M5s - con il parere appena pubblicato, ha letteralmente fatto a pezzi il Piano Economico-Finanziario del Ponte sullo Stretto, svelando l'ennesima truffa mascherata da grande opere. Altro che rilancio del Sud, ci stanno preparando un altro salasso senza precedenti per attraversare lo Stretto. Costi che variano da oltre 27 euro al casello per arrivare alla follia di quasi 50 euro negli anni futuri, con rincari automatici e intoccabili senza alcuna tutela per gli utenti. Invece il rischio d'impresa per i concessionari privati semplicemente non esiste."
Per Antonio Nicita, senatore siciliano del Pd, "la Società Stretto di Messina, nel solco della nota propaganda di Governo, parla di 'parere positivo' dall'Autorità di regolazione (ART) e di 'passo avanti'. Ma affermare che il parere ART 'approva' il Piano economico-finanziario è una clamorosa fake news. Infatti - continua Nicita, che ha depositato una nuova interrogazione al ministro delle Infrastrutture e al Ministro dell'Economia e delle Finanze - non solo ART non usa mai la parola 'positivo' o 'approvato', ma nel suo parere l'Autorità elenca una preoccupante dozzina di nuovi e pesanti rilievi. C'è poi il nodo delle tariffe, perché i 27,43 euro a veicolo del vecchio Piano sono una media di sistema che regge solo scaricando prezzi più alti a Tir e immaginando esplosione di volumi. Chiediamo che il Piano economico-finanziario integrale e la Convenzione aggiornata siano trasmesse alle Camere affinché tutti possano godere e verificare i nuovi rilievi critici posti dall'Autorità di trasporti, al di là della propaganda".

