L'analisi
Cgia smonta un mito: «Autonomi e imprenditori versano il doppio dell'Irpef rispetto a dipendenti e pensionati»
Dallo studio sulle dichiarazioni 2024 emergono punte tra i liberi professionisti e marcate differenze territoriali (Sicilia compresa, dove i pensionati guadagnano più dei dipendenti)
Non è vero che il carico fiscale italiano graverebbe principalmente su dipendenti e pensionati. A dirlo è un'analisi dell'Ufficio Studi Cgia di Mestre che smentisce questo "luogo comune" attraverso i dati delle dichiarazioni dei redditi. Dall'analisi emerge che autonomi e imprenditori versano mediamente il doppio dell'Irpef rispetto alle altre categorie, con punte massime tra i liberi professionisti. Il documento evidenzia come i redditi medi dichiarati dalle partite Iva siano nettamente superiori, riflettendo una realtà statistica che, secondo Cgia, sarebbe spesso ignorata dal dibattito pubblico. Tanto che Cgia lancia anche una provocazione: abolire il sostituto d'imposta per responsabilizzare tutti i contribuenti. L'obiettivo finale è promuovere una narrazione più equilibrata che riconosca il ruolo fondamentale dei piccoli imprenditori nel finanziamento del sistema pubblico nazionale.

E a parlare sono i dati: dalle dichiarazioni dei redditi del 2024 l'Irpef media pagata dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi si è attestata a 8.331 euro. I lavoratori dipendenti si sono fermati a 4.215 euro, mentre i pensionati a 4.006 euro. In termini percentuali, significa che le partite Iva versano circa il 98% in più rispetto ai dipendenti e addirittura il 108% in più rispetto ai pensionati. Per Cgia sono «divari rilevanti, difficilmente ignorabili o ridimensionabili, che trovano spiegazione nel fatto che i redditi medi dichiarati dagli autonomi risultano essere nettamente più elevati delle altre due categorie di contribuenti».
In Sicilia, l'analisi delle dichiarazioni dei redditi (riferite sempre all'anno di imposta 2024) restituisce una fotografia dettagliata composta da 2.955.617 contribuenti Irpef complessivi. Dal punto di vista della numerosità dei contribuenti, la distribuzione nella regione è la seguente: 1.602.820 lavoratori dipendenti, 992.575 pensionati, 66.139 titolari di reddito da partecipazione, 62.933 imprese in contabilità semplificata, 29.458 lavoratori autonomi, 5.780 imprese in contabilità ordinaria.
Per quanto riguarda i redditi medi, i dati siciliani confermano la tendenza generale che vede gli autonomi e gli imprenditori percepire e dichiarare importi superiori rispetto a dipendenti e pensionati. Nello specifico, i redditi medi in Sicilia si attestano su: 19.640 euro per i lavoratori dipendenti, 19.670 euro per i pensionati. Su questi due dati c'è da sottolineare come la Sicilia sia una delle poche regioni, insieme a Calabria e Sardegna, dove il reddito da pensione sia superiore a quello dei dipendenti. 27.160 euro per le imprese in contabilità semplificata, 56.650 euro per i lavoratori autonomi e 59.770 euro per le imprese in contabilità ordinaria.

Il dato evidenzia in particolare che in Sicilia il reddito medio delle imprese in contabilità semplificata risulta superiore del 38,3% rispetto al reddito medio dei lavoratori dipendenti. Tuttavia, è importante inquadrare questa situazione all'interno del contesto nazionale relativo alle forti differenze territoriali. Sebbene a livello regionale i lavoratori autonomi e le imprese abbiano redditi medi più alti di dipendenti e pensionati, essi subiscono comunque il forte divario tra le diverse aree geografiche italiane: a livello nazionale, infatti, il reddito di impresa e di lavoro autonomo dichiarato al Nord supera mediamente del 30% quello dichiarato nel Mezzogiorno.

In Italia i contribuenti Irpef sono 42,5 milioni: di cui 23,8 milioni sono lavoratori dipendenti (56% del totale), 14,5 milioni sono pensionati (34%) e 3,3 milioni sono imprenditori/lavoratori autonomi (8%). Il gettito totale Irpef è pari a quasi 190 miliardi di euro; di questi, 100,3 miliardi sono prelevati dai dipendenti (53% del totale), 58,1 miliardi dai pensionati (31%) e 27,4 miliardi dalle partite Iva (14%). Il gettito medio dei contribuenti Irpef è di 4.462 euro; tuttavia, se l'importo medio versato all'erario dai pensionati è di 4.006 euro, sale a 4.215 euro per i dipendenti e si attesta a 8.331 euro per gli imprenditori e lavoratori autonomi. Infine, se disaggregiamo il dato riferito a quest'ultima categoria professionale, emerge che i lavoratori autonomi (liberi professionisti) pagano mediamente 21.528 euro di Irpef pro capite, 5.959 euro gli imprenditori (artigiani, commercianti e piccoli imprenditori) e 5.616 euro i collaboratori familiari/soci di società di persone. Anche in questi ultimi due casi, il versamento medio è superiore a quello dei pensionati e, in particolare, dei dipendenti che includono anche soggetti con elevati livelli retributivi (come medici, professori universitari, magistrati, dirigenti, manager, etc.).