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Attualità

Infrastrutture e competitività, Anc: "Quanto costa davvero l'isolamento della provincia di Ragusa"

Il presidente Frasca traccia il punto e chiarisce quali sono le cose che non vanno

01 Giugno 2026, 14:45

14:50

Infrastrutture e competitività, Anc: "Quanto costa davvero l'isolamento della provincia di Ragusa"

Il presidente Anc Ragusa Giovanni Frasca

La qualità delle infrastrutture non è soltanto un segnale di buona amministrazione o di modernizzazione territoriale. In termini economici, strade, aeroporti e sistemi logistici costituiscono una quota decisiva del capitale pubblico produttivo e incidono in modo diretto sulla capacità competitiva di un’area.

Nel caso della provincia di Ragusa, il ritardo nella realizzazione della Ragusa-Catania e il sottoutilizzo dell’aeroporto di Comiso delineano un problema non solo infrastrutturale, ma di sistema. Le ricadute si manifestano sui costi di trasporto, sull’organizzazione delle filiere, sulla mobilità del capitale umano e, più in generale, sull’efficienza economica complessiva.

A sottolinearlo è il presidente di Anc Ragusa, Giovanni Frasca, ricordando come la letteratura economica consideri le reti di trasporto una componente cruciale del capitale pubblico produttivo. Gli studi della New Economic Geography, sviluppati in particolare da Paul Krugman, mostrano che territori gravati da alti costi di trasporto tendono a perdere progressivamente attrattività per investimenti, attività produttive e capacità competitiva.

Infrastrutture inadeguate generano infatti un aumento dei costi di transazione, minore accessibilità ai mercati, scarsa integrazione territoriale e perdita di economie di scala.

Rilevazioni recenti sul tessuto imprenditoriale ibleo collocano la provincia di Ragusa nelle ultime posizioni a livello nazionale per dotazione stradale e ferroviaria, evidenziando un deficit strutturale che frena l’aggancio ai processi di crescita.

L’asse Ragusa-Catania è un collegamento strategico per la mobilità delle persone, i flussi aeroportuali, le attività universitarie, gli scambi commerciali e la logistica delle imprese. I ritardi nella sua realizzazione allungano i tempi di percorrenza e accrescono l’incertezza logistica, alimentando i cosiddetti costi generalizzati del trasporto: tempo perso, maggiori consumi, minore prevedibilità degli spostamenti e aumento degli oneri organizzativi.

Secondo gli aggiornamenti Anas di maggio 2026, l’avanzamento complessivo dell’opera si attesta al 24,97%, con marcate differenze tra i lotti. Particolarmente critica la situazione del lotto 3, fermo al 3,22% e alle prese con difficoltà tecniche, vertenze sindacali e rallentamenti che ingenerano ulteriore incertezza sulle tempistiche di completamento.

“Nelle moderne economie integrate – ancora Frasca – il tempo costituisce una variabile produttiva. Per questa ragione, le metodologie di analisi costi-benefici attribuiscono un valore economico ai ritardi infrastrutturali. Ogni anno di ritardo nella piena operatività della Ragusa-Catania produce quindi un costo implicito per imprese, lavoratori e cittadini che va oltre il disagio individuale e incide direttamente sulla competitività territoriale.

Le inefficienze infrastrutturali colpiscono in modo particolare territori a forte vocazione agroalimentare ed esportatrice come quello ragusano. Nel settore ortofrutticolo e nella trasformazione alimentare, competitività significa puntualità delle consegne, qualità della conservazione, rapidità dei trasporti e accessibilità ai mercati. L’aumento dei costi logistici riduce i margini operativi delle imprese e ne limita la capacità competitiva sui mercati nazionali ed esteri.”

“Anche l’aeroporto di Comiso – aggiunge Anc Ragusa – rappresenta un’infrastruttura strategica ancora sottoutilizzata. I dati Assaeroporti evidenziano livelli di traffico inferiori rispetto ad altri scali regionali comparabili. Il problema non riguarda soltanto il numero di passeggeri, ma la mancata attivazione delle economie di rete tipiche del trasporto aereo. Un aeroporto con ridotta connettività attrae meno investimenti, riduce la competitività turistica e limita la mobilità business.

Negli ultimi anni sono stati annunciati nuovi collegamenti nazionali e autorizzato un progetto cargo da circa 47 milioni di euro per trasformare Comiso in un hub logistico del Sud-Est siciliano. Tuttavia, in assenza di un disegno infrastrutturale coerente e tempestivo, lo scalo continua a esprimere solo parzialmente il proprio moltiplicatore economico.”

Le ripercussioni del gap infrastrutturale si estendono al turismo e alla circolazione dei talenti. Una connettività insufficiente penalizza la capacità di attrarre flussi internazionali, di destagionalizzare le presenze e di aumentare la permanenza media. Parallelamente, collegamenti inefficienti limitano l’accesso a servizi avanzati, opportunità professionali e percorsi universitari, favorendo la fuoriuscita di capitale umano qualificato.

In tale contesto assume rilievo anche il ruolo dei commercialisti. In un’economia provinciale dominata dalle PMI, il commercialista rappresenta una vera infrastruttura immateriale a supporto del sistema produttivo: consulenza finanziaria, pianificazione fiscale, accesso al credito, gestione delle crisi d’impresa e presidio della compliance. In aree segnate da marginalità infrastrutturale, questa funzione diventa ancor più cruciale, contribuendo a colmare parte del divario organizzativo e informativo causato dalla scarsa accessibilità ai principali centri economici e decisionali.

Il deficit di reti e collegamenti incide però anche sulla produttività del lavoro professionale: tempi di spostamento più lunghi, costi gestionali maggiori, minore efficienza negli incontri con clienti e banche, ridotta capacità di ampliare il mercato oltre i confini locali.

Sulla base di benchmark nazionali e metodologie di valutazione infrastrutturale, il costo economico complessivo delle inefficienze che gravano sulla provincia di Ragusa può essere prudentemente stimato tra 100 e 180 milioni di euro l’anno, considerando il valore del tempo perso, gli extracosti logistici, il mancato sviluppo turistico e le opportunità economiche non colte.

Il caso ragusano dimostra, per Anc, che le infrastrutture non sono semplici opere pubbliche, ma veri fattori produttivi indispensabili al funzionamento dell’economia territoriale. Il ritardo nel completamento della Ragusa-Catania e l’uso al di sotto del potenziale dell’aeroporto di Comiso mantengono il territorio in una condizione di minore integrazione rispetto ad altre aree della regione. La posta in gioco, dunque, non è soltanto la mobilità, ma la capacità complessiva della provincia di esprimere appieno il proprio potenziale in un contesto realmente competitivo.