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Conto alla rovescia per le accise: cosa succede dopo il 6 giugno
Scade la proroga voluta dal governo. Sul tavolo 500 milioni per una nuova tranche di aiuti, ma questa volta saranno selettivi e destinati solo ai più fragili
Le tensioni in Medio Oriente hanno riacceso la crisi energetica, riportando in primo piano il rischio di nuovi rincari per carburanti e bollette. Al centro del dibattito spicca la questione del taglio delle accise, finora utilizzato come scudo contro gli aumenti di benzina e diesel per l’intera platea dei consumatori, ma ora destinato a una profonda revisione da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
La proroga della riduzione generalizzata scadrà il 6 giugno. Pur avendo offerto un sollievo temporaneo ai bilanci familiari, questa misura è già costata allo Stato circa due miliardi di euro.
L’orientamento del governo è quello di abbandonare lo sconto alla pompa indistinto e concentrare le risorse su interventi selettivi rivolti alle fasce più deboli o maggiormente esposte alla crisi. Il pacchetto allo studio per superare i mesi estivi ammonterebbe a circa 500 milioni di euro. Lo strumento operativo non è ancora stato definito: l’ipotesi iniziale di utilizzare la “social card” sembra tuttavia essere stata accantonata.
Il nodo principale si gioca però a Bruxelles. L’Italia, attraverso l’azione dei ministri Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani e Guido Crosetto, ha sollecitato maggiore flessibilità sui conti pubblici, puntando a ottenere margini fiscali includendo l’emergenza energetica nella clausola di salvaguardia nazionale prevista per la difesa.
Le indicazioni che arrivano dalla Commissione Europea delineano però un perimetro stringente per gli interventi futuri sul costo dell’energia. L’UE è disposta a concedere la flessibilità richiesta — con possibili deroghe fino allo 0,3% del Pil annuo nel triennio 2026-2028 — ma pone condizioni chiare: via libera agli investimenti, stop ai sussidi generalizzati.
Di fatto, viene escluso il prolungamento dei tagli strutturali alle accise, poiché le risorse in deroga dovranno finanziare interventi mirati, temporanei e che non incrementino la domanda di combustibili fossili.
L’obiettivo europeo è evitare qualsiasi sostegno ai consumi di gas e petrolio tramite sconti indistinti, indirizzando invece l’Italia verso incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, sistemi di accumulo e impianti fotovoltaici. La stagione dei tagli lineari alle imposte sui carburanti sembra dunque avviarsi alla conclusione, a favore di politiche strutturali finalizzate a rafforzare l’indipendenza energetica del Paese.