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Fuga dal caro-affitti: la Sicilia è l'oasi felice dove la casa non ti prosciuga il conto
A Milano il canone divora il 73% dello stipendio, ma a Caltanissetta ed Enna l'incidenza crolla al 31%. I dati shock del rapporto Cna sull'emergenza abitativa in Italia
Il crescente scarto tra costo della vita e retribuzioni sta lacerando il Paese, trasformando l’accesso alla casa in una vera e propria “emergenza economica” capace di frenare la crescita nazionale.
Tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione sono saliti fino al 50%, a fronte di un incremento salariale ben più contenuto, compreso tra il 7% e il 15%.
Eppure, nella mappa del disagio abitativo delineata dall’analisi Cna, la Sicilia emerge in controtendenza, configurandosi come un’inaspettata “oasi di sostenibilità” rispetto alle metropoli inavvicinabili del Centro-Nord.
Mentre le grandi piazze universitarie e le capitali del turismo attraversano una fase di forte tensione, con una domanda ben superiore all’offerta, i centri del Mezzogiorno e dell’entroterra isolano fungono da utile contrappeso.
I numeri parlano chiaro: a Milano l’affitto mensile di un trilocale assorbe il 73% dello stipendio netto e a Firenze il 62%; al contrario, capoluoghi siciliani come Caltanissetta ed Enna figurano tra le realtà dove la spesa per l’abitazione è più sostenibile, fermandosi tra il 31% e il 32% della busta paga media.
Questo divario profondo tra Nord e Sud ha ricadute decisive sul mercato del lavoro. L’escalation dei prezzi, denunciano le micro e piccole imprese, “sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale”.
In altri termini, molti profili qualificati rifiutano il trasferimento verso le grandi aree urbane perché le retribuzioni non coprono i costi della casa.
L’accessibilità del mercato immobiliare a Caltanissetta, Enna e, più in generale, nelle province siciliane potrebbe dunque tradursi in un inatteso vantaggio competitivo: trattenere le famiglie e attrarre chi cerca un tenore di vita più equilibrato.
Il quadro complessivo resta comunque fragile. Il presidente della Cna, Dario Costantini, ha rivolto un appello per varare “interventi strutturali” e un “Piano casa efficace”, accompagnati da incentivi alla riqualificazione del patrimonio edilizio. In caso contrario, avverte l’associazione, il rischio è ritrovarsi con città “sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani”.