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caro carburante

La stangata silenziosa sul diesel: dal 7 giugno il pieno costa di più

Il governo proroga gli sconti sui carburanti fino al 3 luglio, ma dimezza il taglio per il gasolio. Benzina invariata, per chi viaggia a diesel rincari fino a 3,66 euro a pieno

06 Giugno 2026, 13:19

13:20

La stangata silenziosa sul diesel: dal 7 giugno il pieno costa di più

Dopo un breve sollievo alla pompa, con il gasolio tornato sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, la tregua è già finita.

Il nuovo provvedimento del governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 3 luglio 2026, ma introduce una stretta per chi guida vetture a gasolio.

Dal 7 giugno 2026 la riduzione sul diesel si dimezza: da 10 a 5 centesimi per litro. Considerando l’Iva, ciò comporta un rincaro effettivo di circa 6,1 centesimi al litro. Per la benzina, invece, il taglio resta invariato a 5 centesimi (pari, con l’Iva, a 6,1 centesimi).

L’effetto sui conti delle famiglie e dei lavoratori è immediato: un pieno da 50 litri costerà 3,05 euro in più, cifra che sale a 3,66 euro per un serbatoio da 60 litri.

L’aggravio pesa in particolare su chi utilizza l’auto quotidianamente per motivi professionali o vive in aree poco servite dal trasporto pubblico, e riporta i prezzi medi in modalità self-service — che il 5 giugno si attestavano a 1,984 euro/litro per il diesel — a ridosso della soglia critica dei 2 euro.

Alla base della scelta del governo c’è una valutazione di sostenibilità economica e di finanza pubblica. Gli sconti generalizzati, pur garantendo un dividendo politico immediato, hanno un costo strutturale elevato: i rinnovi finora adottati sono già costati circa 1,6 miliardi di euro alle casse dello Stato.

L’esecutivo ha dunque optato per un’uscita graduale dagli interventi a pioggia, per evitare scossoni all’inizio della stagione estiva, orientando al contempo le risorse verso misure più mirate.

Nel decreto di maggio 2026, ad esempio, si è deciso di sostenere le categorie più esposte con strumenti selettivi, come crediti d’imposta per l’autotrasporto e le imprese agricole.

Si passa così da una protezione orizzontale per tutti gli automobilisti a un sostegno “verticale” alle filiere produttive.

Il rincaro attuale, però, non risponde soltanto all’esigenza contingente di riequilibrare i conti. Sullo sfondo c’è una riforma strutturale avviata nel maggio 2025, che punta a uniformare progressivamente, nell’arco di cinque anni, le aliquote su benzina e gasolio.

L’obiettivo è superare quello che viene oggi considerato un sussidio ambientalmente dannoso, incrementando gradualmente le accise sul diesel e riducendo quelle sulla benzina. Per chi guida un’auto a gasolio non si tratta dunque di un episodio isolato, ma della progressiva erosione di un vantaggio economico consolidato nel tempo.