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PNRR, la Sicilia gode a metà: fiumi di denaro, cantieri al palo
Oltre mezzo miliardo in arrivo per riqualificare i quartieri dell'Isola. Eppure la spesa si arena al 43%, fanalino di coda in Italia
Il diritto alla casa e il destino delle periferie sono divenuti temi centrali e sempre più incandescenti nel dibattito pubblico italiano. L’impennata dei canoni di locazione e lo svuotamento delle aree interne a vantaggio dei poli metropolitani hanno reso le politiche di rigenerazione urbana una priorità non più procrastinabile.
In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) era apparso come un approdo sicuro, mettendo a disposizione ingenti risorse per riqualificare i quartieri più vulnerabili e sostenere l’edilizia sociale.
Osservando la geografia delle assegnazioni, il Mezzogiorno – e la Sicilia in particolare – ha mostrato grande capacità di intercettare i finanziamenti. La Sicilia - secondo un'elaborazione di Openpolis - è terza per ammontare di risorse destinate alla rigenerazione urbana e alla qualità dell’abitare, con 580,6 milioni di euro assegnati.
Solo la Lombardia (677 milioni) e la Puglia (594,6 milioni) hanno fatto meglio, mentre la Campania (453,5 milioni) segue al quarto posto.
Anche grazie a queste performance, le somme complessivamente indirizzate al Sud raggiungono circa 2,3 miliardi di euro, pari al 41,9% del totale, superando la clausola che riserva almeno il 40% dei fondi PNRR al Mezzogiorno.
Il protagonismo siciliano non riguarda soltanto gli importi, ma anche il numero di interventi. Con 357 progetti, la regione è seconda in Italia dopo la Lombardia (466), staccando nettamente Puglia (331) e Campania (297).
Scendendo al livello comunale, spicca un autentico “caso” di eccellenza: Messina. La città dello Stretto è terza in Italia per risorse attratte, con 181,1 milioni di euro, preceduta soltanto da Milano (213,5 milioni) e Genova (201,9 milioni).
Fin qui le buone notizie. Il quadro cambia radicalmente se si guarda allo stato di avanzamento finanziario, cioè ai pagamenti effettivamente erogati, a fronte di una scadenza perentoria: il 30 giugno 2026 per la conclusione dei progetti.
A livello nazionale, la media dei pagamenti si ferma al 58,9%. Il Nord-Est guida con il 68,4%, seguito dal Nord-Ovest (64%) e dal Centro (61,3%).
È il Sud a soffrire di più, con un divario marcato. All’interno di questa frattura territoriale, la macro-area delle Isole – che comprende la Sicilia – registra le performance peggiori: i pagamenti si attestano a un deludente 43,1%, un risultato persino inferiore a quello del Sud continentale (45,3%).
Ne scaturisce un evidente paradosso: la Sicilia ha saputo accumulare risorse e avviare un numero considerevole di iniziative, ma la capacità di spesa resta frenata. Convertire oltre 580 milioni di euro in alloggi concreti, periferie vivibili e spazi pubblici rinnovati, superando l’attuale soglia del 43% di pagamenti prima della scadenza finale, sarà la vera sfida – cruciale e imminente – dei prossimi mesi.