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Lavoro

«Tempo scaduto» i lavoratori regionali chiedono contratti e risposte alla Regione Siciliana

Sit-in il 26 giugno sotto la Presidenza della Regione:  Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp dichiarano fallito il confronto con l'assessorato e denunciano immobilismo su contratti, retribuzioni e dirigenza e chiedono un patto sociale con impegni certi

16 Giugno 2026, 18:57

19:00

«Tempo scaduto» i lavoratori regionali chiedono contratti e risposte alla Regione Siciliana

I lavoratori regionali saranno in sit-in il prossimo 26 giugno: lo annunciano i sindacati della funzione pubblica Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp che dichiarano fallito l’incontro convocato oggi dall’assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica. In una nota congiunta le sigle scrivono che «alle legittime richieste del personale della Regione Siciliane non sono seguiti atti amministrativi, impegni formali né risposte operative in grado di sciogliere le numerose criticità ancora irrisolte. Dopo mesi di richieste, confronti e sollecitazioni – spiegano i sindacati – l’esito dell’incontro odierno è del tutto insoddisfacente e conferma una situazione di stallo non più tollerabile. Particolarmente grave è quanto avvenuto negli ultimi sei mesi, durante i quali l’assessorato della Funzione pubblica è stato retto ad interim senza che venissero assunte decisioni significative sulle principali vertenze del personale regionale. Contratti, progressioni economiche, valorizzazione delle professionalità, welfare contrattuale e riforme organizzative sono rimasti sostanzialmente fermi. Un immobilismo che rappresenta una precisa responsabilità politica del Governo regionale. A ciò si aggiunge il ritardo sul fronte contrattuale: mentre in ambito nazionale sono già stati sottoscritti i rinnovi contrattuali relativi al triennio 2025/2027, il personale della Regione Siciliana continua ad attendere risposte e atti concreti».

Secondo le organizzazioni, i dipendenti assistono da tempo a rinvii, annunci e rassicurazioni privi di ricadute tangibili sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive di carriera. Per questo motivo, il sit-in inizialmente fissato per il 17 giugno è stato riprogrammato al 26 giugno 2026, alle ore 10, sotto la sede della Presidenza della Regione Siciliana. Le sigle sottolineano che le questioni irrisolte non possono più essere scaricate sugli uffici né differite sine die: serve una netta assunzione di responsabilità politica da parte del Governo regionale e del presidente della Regione. Non bastano più dichiarazioni d’intenti: occorrono scelte chiare, verificabili, e un Patto sociale per il lavoro pubblico regionale, fondato su impegni concreti e scadenze certe, che garantisca: - il rinnovo dei contratti, superando le criticità ereditate dai precedenti accordi; - l’adeguamento delle retribuzioni, oggi ritenute insufficienti; - la valorizzazione di professionalità finora trascurate; - l’utilizzo integrale e immediato delle risorse disponibili; - il rafforzamento del welfare contrattuale, ancora privo del suo perno essenziale; - tutele previdenziali adeguate, di fatto assenti; - il superamento delle disparità che penalizzano il personale regionale; - misure per rilanciare il Corpo forestale della Regione Siciliana, a partire dall’individuazione di un contratto di lavoro specifico. Il presidente della Regione, proseguono i sindacati, non può restare estraneo a una vertenza che riguarda migliaia di dipendenti e incide direttamente sull’efficienza e sul corretto funzionamento dell’amministrazione.

«Non è inoltre più accettabile – continuano – il continuo rinvio della riforma della dirigenza, da troppo tempo bloccata nelle sedi istituzionali. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché prevalga il senso di responsabilità e una riforma necessaria non venga trasformata in terreno di scontro politico. Le lavoratrici e i lavoratori regionali hanno dimostrato responsabilità, professionalità e spirito di servizio. Hanno atteso fin troppo a lungo il rispetto di impegni più volte annunciati e mai pienamente realizzati. Adesso il tempo è scaduto. Il 26 giugno saremo sotto la sede della Presidenza della Regione Siciliana per chiedere risposte immediate, provvedimenti concreti e un percorso vincolante che restituisca dignità, prospettive e riconoscimento al personale regionale. In assenza di risultati tangibili, la mobilitazione sarà ulteriormente rafforzata attraverso nuove iniziative di lotta sindacale. La pazienza dei lavoratori è finita. Le promesse non bastano più. È il momento delle decisioni»