Le manifestazioni di interesse
Privatizzazione aeroporto di Catania, ecco i primi nomi: anche Mundys e il colosso Vinci vogliono comprare Sac
Per la maggioranza della società che gestisce lo scalo etneo e quello di Comiso interessi dagli estremi Est e Ovest del mondo
Quattordici grandi gruppi sono interessati ad acquisire la maggioranza di Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. Tra questi ci sarebbero Mundys, società che fa riferimento alla famiglia Benetton e che controlla già Aeroporti di Roma (ma anche Nizza e Cannes), F2i (Malpensa, Linate, Torino e altri), che ha tra i partner la statale Cassa Depositi e Prestiti, la francese Vinci Airports (colosso con 70 scali nel mondo), l’argentina Corporacion America (Toscana Aeroporti), Save (Venezia, Verona, Treviso e Brescia). Sono solo alcune conferme rispetto alle indiscrezioni trapelate dal 4 maggio, quando Sac ha pubblicato il bando pubblico per la raccolta delle manifestazioni di interesse per selezionare un operatore economico per la cessione di una partecipazione azionaria pari ad almeno il 51% del capitale sociale. L’elenco, ancora lungo, si completa con operatori internazionali provenienti da ogni parte del mondo, dall’estremo Est all’estremo Ovest: se ne saprà di più solo dopo le procedure di verifica. Questa primo passo verso la privatizzazione si è del resto chiuso alla mezzanotte di lunedì 15 giugno, e solo nelle prossime ore si conosceranno i nomi di chi comporrà la commissione incaricata del delicato compito.
Intanto la società, in una nota ufficiale, non nasconde la soddisfazione: «Il numero di candidature pervenute conferma l’attrattività del sistema aeroportuale gestito da Sac e l’interesse del mercato nei confronti delle prospettive di crescita degli aeroporti di Catania e Comiso, infrastrutture strategiche per la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico della Sicilia». Nei prossimi giorni, come detto, prenderà avvio la fase di verifica della documentazione e dei requisiti previsti dall’avviso pubblico: i tempi richiesti potrebbero variare da pochi giorni a settimane. Quel che è certo è che, come sottolinea ancora Sac «al termine delle attività istruttorie, i soggetti ammessi saranno invitati a partecipare alle successive fasi della procedura, secondo modalità e tempistiche che verranno comunicate nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e tutela della concorrenza».
Ieri, inoltre, si è tenuta l’assemblea dei soci nel corso della quale sono state individuate le regole di governance che resteranno in capo alla componente pubblica una volta completato il processo di privatizzazione. Tali disposizioni saranno rese note ai soggetti ammessi alla seconda fase della procedura.
L’operazione di privatizzazione di Sac è frutto di un lungo iter partito nel 2022, quando i soci diedero il benestare al processo. Tra questi l’attuale socio di maggioranza assoluta, ovvero la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che comprende le province di Catania, Ragusa e Siracusa, che ha oltre il 60 per cento delle quote. Negli scorsi giorni l’ente, commissariato dal gennaio 2023, ha confermato che le procedure per il rinnovo del Consiglio camerale è ormai alle fasi conclusive: manca solo un’ultima verifica delle posizioni degli iscritti nelle varie associazioni di categoria che aspirano a uno o più dei 22 seggi. Questa operazione potrebbe concludersi a metà luglio, in tempo per poter esprimere il proprio voto per la fase finale della procedura di privatizzazione, che potrebbe fruttare centinaia di milioni di euro.
Per Sac comunque l’obiettivo non è l’offerta più alta ma «individuare un partner industriale qualificato in grado di sostenere ulteriormente lo sviluppo infrastrutturale, la competitività e la crescita del sistema aeroportuale siciliano nel lungo periodo». Ovvero, fino al 2049, anno in cui la concessione scadrà.


