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Il miraggio del rimborso 730 a luglio: chi incassa subito e chi deve aspettare

La data di invio della dichiarazione fa tutta la differenza. Ecco il calendario 2026 e le scadenze per non far slittare il pagamento

21 Giugno 2026, 09:56

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l miraggio del rimborso 730 a luglio: chi incassa subito e chi deve aspettare

Il momento in cui il fisco restituisce le imposte è tra i più attesi dell’anno, ma il possesso di un credito non basta per ottenere subito il pagamento. Tra scadenze tecniche, ruolo dei sostituti d’imposta, 730 precompilato e verifiche ordinarie dell’Agenzia delle Entrate, il percorso della restituzione Irpef presenta molte variabili e l’esito è meno automatico di quanto si immagini.

Il calendario 2026: la data di invio fa la differenza
Nel 2026 la stagione dichiarativa prende avvio il 30 aprile, quando il 730 precompilato diventa consultabile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Dal 14 maggio è possibile accettare, correggere e trasmettere il modello, con termine ultimo al 30 settembre. Queste, però, non sono mere scadenze burocratiche: il momento della presentazione incide direttamente sulla rapidità dell’accredito. Anticipare l’invio mette in moto prima la lavorazione; chi completa l’adempimento entro il 31 maggio rientra nella prima finestra utile, con la prospettiva di vedere il credito nelle buste paga delle prime settimane estive. Chi attende i mesi successivi, fino al 30 settembre, dovrà invece mettere in conto uno slittamento fisiologico.

Dipendenti e pensionati: percorsi diversi per il “conguaglio”
La parola chiave è conguaglio. Per i lavoratori dipendenti la procedura è in genere più snella: se indicato correttamente, il datore di lavoro opera come sostituto d’imposta e accredita la somma direttamente in busta paga a partire da luglio. In caso di cambio di impiego durante l’anno, è essenziale aggiornare con precisione i dati del nuovo datore per evitare inceppi che possano prolungare i tempi.

Per i pensionati il quadro è differente e i tempi si allungano. L’INPS, sostituto d’imposta per oltre sette milioni di contribuenti, ha chiarito che gli accrediti non partono prima di agosto. Considerata la mole di posizioni da gestire, l’Istituto invita gli interessati a monitorare lo stato della pratica tramite i servizi online o l’app INPS Mobile.

L’opzione “senza sostituto”: più flessibilità, meno rapidità
Dal 2024 è stabilmente disponibile la possibilità di selezionare l’opzione "Nessun sostituto" anche per chi ha un datore tenuto al conguaglio. In tal caso, la restituzione non transita dalla busta paga o dal cedolino della pensione, ma viene eseguita direttamente dall’Agenzia delle Entrate con bonifico sull’IBAN del contribuente. Va però evitato ogni fraintendimento: questa scelta offre maggiore riservatezza e può semplificare la gestione in caso di cambi di lavoro, ma non rappresenta una corsia preferenziale. Anzi, poiché comporta controlli ordinari diretti da parte dell’amministrazione finanziaria, i tempi risultano in genere più lunghi rispetto al canale aziendale o previdenziale.