Lo studio
Finanza e terrorismo, la Sicilia al sesto posto in Italia per numero di segnalazioni di operazioni sospette
Fabi Palermo: "Denunce in aumento su movimentazioni anomale, operazioni frazionate o strutturate, trasferimenti verso Paesi a rischio"
La Sicilia si piazza a ridosso del poco invidiabile "podio", tra le regioni italiane, per le segnalazioni di operazioni sospette, che continuano a rappresentare uno degli strumenti più efficaci nel contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Nel 2025, in generale, il sistema italiano ha registrato un incremento significativo del numero di segnalazioni trasmesse all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, confermando una tendenza ormai consolidata. Di seguito, la sintetica esposizione dei dati elaborata da Fabi Palermo.
Il posizionamento della Sicilia
“Nel quadro nazionale, la Sicilia nel 2025 si colloca al sesto posto per numero di segnalazioni inviate alla Uif, un dato che conferma la rilevanza del territorio nel sistema di prevenzione antiriciclaggio, sia per la presenza di fenomeni economici complessi, sia per la crescente attenzione degli intermediari locali. Complessivamente in Sicilia sono state 9.119 le segnalazioni effettuate che rappresentano il 5,6% del totale con un aumento del 2% rispetto al 2025. Il dato siciliano riflette una maggiore sensibilità degli operatori bancari e finanziari, un incremento delle attività di controllo, la diffusione di modelli di rischio più evoluti e la presenza di aree economiche vulnerabili a infiltrazioni criminali", afferma Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo.
L’aumento delle segnalazioni
"La crescita - aggiunge Urzì - riguarda in modo trasversale tutti i principali intermediari: banche, istituti di pagamento, operatori non finanziari e professionisti ed è trainata soprattutto dall’uso intensivo degli strumenti digitali e dall’evoluzione delle tecniche di riciclaggio, che richiedono un monitoraggio sempre più sofisticato. La Lombardia mantiene il primato nazionale con il 19,5% delle segnalazioni totali, seguita dalla Campania con 12,9%."
Le tipologie di operazioni più segnalate
"Le segnalazioni provenienti dalla Sicilia riguardano soprattutto movimentazioni di contante incoerenti con il profilo economico del cliente, operazioni frazionate o strutturate, utilizzo anomalo di conti online e strumenti di pagamento digitali, trasferimenti internazionali verso paesi a rischio e attività sospette nel settore immobiliare e commerciale".
Il ruolo degli intermediari e dei professionisti
“Banche e istituti di pagamento restano i principali segnalanti - illustra ancora Urzì - ma cresce anche il contributo di notai, commercialisti, operatori del settore giochi, società di servizi e fintech. Un segnale positivo, che indica un ampliamento della cultura della compliance e una maggiore capacità di intercettare fenomeni sospetti. Il sistema di antiriciclaggio italiano è in continua evoluzione e l’aumento delle segnalazioni non va letto come un peggioramento dei fenomeni criminali, ma come un miglioramento della capacità di individuarli. La posizione della Sicilia, stabile nella fascia alta della classifica, evidenzia un territorio attivo nella prevenzione e un sistema di controlli sempre più attento".