Aziende
Leonardo Maria Del Vecchio è il presidente esecutivo di Lmdv Capital: nuovo cda e nodo Delfin tra acquisto quote
Lascia il direttore generale Luigi Mascellaro, mentre Marco Talarico, precedente ceo, diventa senior advisor per le operazioni finanziarie
A meno di una settimana dall’assemblea di Delfin, chiamata a decidere sul riassetto della holding, Leonardo Maria Del Vecchio mette mano alla governance del suo family office e ne diventa presidente esecutivo. Lo ha stabilito l’assemblea di Lmdv Capital che, nell’ambito dell’evoluzione organizzativa della società e a seguito della nomina di Lorenzo Calì a nuovo amministratore delegato, ha rinnovato il cda. Lascia il direttore generale Luigi Mascellaro, mentre Marco Talarico, precedente ceo, diventa senior advisor per le operazioni finanziarie. Continuerà quindi a collaborare con Leonardo Maria Del Vecchio sui dossier di primaria importanza, proprio a partire dagli assetti strategici che riguarderanno l’evoluzione della holding Delfin.
Manager con una lunga carriera nel controllo di gestione e nella finanza d’impresa maturata in Luxottica, Loro Piana e Moncler, Calì assume le deleghe operative in qualità di amministratore delegato per dare ulteriore slancio agli investimenti nei settori food&drink, lusso e immobiliare. Le deleghe a finanza e comunicazione sono state affidate a Gabriele Benedetto, dal 2016 al 2023 amministratore delegato di Telepass e fondatore di Futura sgr, che è stato nominato vicepresidente. Nel cda entra Alessandro Longo, manager specializzato nel posizionamento strategico e nella valorizzazione di brand internazionali e attuale Global Brand Director di Ray-Ban, che completa il cda con Gabriella Lojacono, professoressa della Bocconi che nelle intenzioni di Leonardo Maria Del Vecchio porterà al nuovo board una consolidata esperienza nei beni di largo consumo, nella moda e nell’automotive.
Sul riassetto di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, resta alta l’attenzione. E questo anche alla luce della lettera inviata da Leonardo Maria Del Vecchio al board nella quale sottolinea come l’assemblea del 30 giugno affronterà «la natura stessa e il futuro di Delfin». Al vaglio del board, secondo quanto si apprende, c'è sempre la proposta dell’acquisto del 25% di Delfin dai fratelli Luca e Paola che porterebbe il quartogenito del fondatore Leonardo Del Vecchio al 37,5% della holding.
Come alternativa all’operazione di Del Vecchio Jr per l'acquisto delle quote dei fratelli, fa discutere il tema del buyback. Secondo fonti finanziarie vicine al dossier, però, l'ipotesi del riacquisto di azioni proprie da parte di Delfin sarebbe «tecnicamente poco percorribile» per due ragioni. La prima è che il buyback per sua natura si rivolge a tutti gli azionisti, non a due soci specifici, aprendo uno scenario di riassetto azionario molto più ampio e complesso di quello sul tavolo oggi. La logica, spiegano le stesse fonti, è «chi vuole uscire vende, chi resta aumenta il proprio peso nella holding», per cui una volta aperto quello strumento tutti i soci possono aderire. Ma i segnali che arrivano dall’assemblea suggeriscono che non tutti sarebbero indifferenti all’opportunità: Clemente Del Vecchio, ad esempio, sembrerebbe già valutare l’ipotesi di sfilarsi. La seconda riguarda la valutazione delle quote a 5 miliardi ciascuna, che è frutto di un accordo diretto tra Leonardo Maria Del Vecchio e i due fratelli venditori, non di una perizia indipendente. Nell’ambito di un buyback, invece, il prezzo dovrebbe essere determinato con criteri oggettivi e condivisi da tutti i soci, il che riaprirebbe una partita tutt'altro che semplice.