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IL RAPPORTO

Pil Sicilia, crescita più lenta nel 2025: bene mutui e turismo, indietro l'occupazione giovanile. Tutti i numeri del report di Bankitalia

L'economia isolana sale dello 0,6%, sopra la media nazionale ma in frenata rispetto al 2024. La Regione rientra dal disavanzo, volano le costruzioni grazie al Pnrr

25 Giugno 2026, 14:36

16:26

Dati economici Sicilia, Rapporto Banca d'Italia

Il prodotto interno lordo della Sicilia è cresciuto dello 0,6% nel 2025, un dato lievemente superiore alla media nazionale (0,5%) ma in deciso rallentamento rispetto all'anno precedente. È il quadro che emerge dal rapporto annuale sull'economia della Sicilia pubblicato dalla Banca d'Italia e presentato oggi a Palermo, una fotografia che racconta un'isola ancora in crescita ma con segnali di affaticamento via via più evidenti nella seconda parte dell'anno.

Industria in tenuta, servizi in frenata

Dopo un primo semestre più vivace, la dinamica economica si è progressivamente indebolita. Nell'industria l'attività è cresciuta lievemente, con le imprese in aumento di fatturato che hanno prevalso su quelle in calo. Bene le esportazioni di prodotti non petroliferi, spinte soprattutto dalla cantieristica navale, dall'agroalimentare e dall'elettronica, mentre l'interscambio di prodotti petroliferi si è notevolmente ridotto.

Più debole il quadro nei servizi, da cui proviene circa l'80% del valore aggiunto regionale: qui la crescita ha frenato e il numero di imprese con fatturato in aumento ha sostanzialmente pareggiato quello delle imprese in calo. A fare da contrappeso ci sono il boom delle costruzioni — sostenuto dall'apertura di nuovi cantieri per opere pubbliche, con un valore aggiunto in crescita dell'1,5% e investimenti degli enti territoriali balzati del 34,5% — e l'ottima performance del turismo, con presenze in forte aumento, e del trasporto marittimo, in crescita sia nei passeggeri che nelle merci.

Cresce il reddito delle famiglie, volano i mutui

Il mercato del lavoro ha sostenuto i bilanci familiari: il reddito delle famiglie siciliane è cresciuto del 2,6% nel 2025, pari a un aumento dell'1% in termini reali considerata l'inflazione. La spesa per consumi è salita dell'1%, in linea con la media italiana. Accelerano in particolare i finanziamenti alle famiglie (+3,7%, contro il 2,3% del 2024), trainati dai mutui per l'abitazione, le cui erogazioni sono cresciute di oltre un quarto raggiungendo i 2 miliardi di euro, in connessione con l'espansione delle compravendite immobiliari. Sostenuta anche la crescita del credito al consumo, al 4,8%.

Occupazione su, ma resta il nodo dei giovani

Sul fronte del lavoro, l'occupazione è cresciuta dello 0,9%, anche se a ritmi più lenti rispetto alla forte espansione del biennio precedente. Il tasso di disoccupazione è sceso al 12,2% (contro una media nazionale del 6,1%), mentre quello di lunga durata si è attestato al 7,6% (3,1% in Italia). Numeri che, pur in miglioramento, confermano la persistenza di un divario strutturale rispetto al resto del Paese.

A pesare è soprattutto la contrazione delle forze di lavoro tra i 15 e i 64 anni, dovuta a una flessione tra i più giovani solo in parte compensata dall'aumento tra i 50-64 anni. Il tasso di attività resta fermo al 54,1%, ben sotto la media nazionale (66,7%) e anche sotto quella del Mezzogiorno (56,4%). Cresce la stabilità delle posizioni lavorative già esistenti, ma non aumenta la probabilità per i disoccupati di trovare un impiego: un divario con il resto d'Italia che il rapporto definisce ancora ampio. Bene il commercio, gli alberghi e i ristoranti; in flessione invece istruzione, sanità e altri servizi sociali, dopo il forte sostegno ricevuto nel biennio precedente.

Pnrr e coesione spingono la spesa degli enti locali

Capitolo conti pubblici: nel 2025 la spesa degli enti territoriali regionali è cresciuta del 7%, sospinta soprattutto dalla componente in conto capitale, aumentata di quasi un terzo, riflesso dell'intensificazione degli investimenti legati alle politiche di coesione e al Pnrr. Le risorse europee, sottolinea la Banca d'Italia, hanno contribuito anche all'innovazione tecnologica delle imprese e alla transizione digitale degli enti locali, che però resta in ritardo rispetto al dato nazionale.

In crescita anche la spesa corrente (+3,7%), trasversale a tutte le tipologie di enti, mentre le entrate sono aumentate. Prosegue il miglioramento dei saldi di bilancio degli enti territoriali, anche se permane una maggiore diffusione di squilibri finanziari nei Comuni siciliani rispetto alla media nazionale. Sul fronte regionale, la notizia più significativa: la Regione Siciliana ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo, registrando un saldo positivo.

Le incognite per il 2026

Gli investimenti delle imprese hanno mostrato una lieve ripresa, favorita anche dalla riduzione del costo del credito. Ma l'incertezza legata al contesto internazionale pesa sulle aspettative per l'anno in corso: secondo il rapporto, prevale nettamente tra le aziende siciliane l'attesa di un calo dell'accumulazione di capitale nei prossimi mesi.

La soddisfazione di Schifani

Il rapporto della Banca d’Italia conferma che la Sicilia sta continuando a crescere che le scelte compiute in questi anni stanno producendo risultati concreti», afferma sui social, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
«Nel 2025 l’economia regionale è aumentata dello 0,6 per cento - aggiunge - con una crescita superiore alla media nazionale. Sono dati incoraggianti che si accompagnano all’aumento dell’occupazione, alla crescita delle presenze turistiche e al rafforzamento del sistema produttivo. Particolarmente significativo è il risultato delle imprese: oltre l’80 per cento delle aziende siciliane ha chiuso l'esercizio in utile, mentre le esportazioni non petrolifere sono cresciute del 7,1 per cento, trainate da comparti strategici come agroalimentare, elettronica e cantieristica navale. Positivi anche gli investimenti e il settore delle costruzioni, sostenuto dalle opere pubbliche e dalle risorse del Pnrr».
«Un riconoscimento importante - sottolinea il presidente Schifani - arriva anche sul fronte dei conti pubblici: la Regione Siciliana ha raggiunto il pieno rientro dal disavanzo, registrando un saldo attivo di bilancio. È il risultato di una gestione rigorosa e responsabile che ci consente oggi di guardare al futuro con maggiore fiducia. Continueremo a lavorare per consolidare questa crescita e creare nuove opportunità per cittadini e imprese».