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il caro energia

La tregua è finita: la bolletta della luce torna a salire per tre milioni di italiani

Le tariffe di tutela aumentano nel terzo trimestre 2026. Nonostante il balzo estivo, la spesa annua segna un leggero calo dello 0,9%

25 Giugno 2026, 18:10

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La tregua è finita: la bolletta della luce torna a salire per tre milioni di italiani

Con l’estate alle porte non arrivano soltanto caldo e climatizzatori a pieno regime, ma anche un nuovo conto per una parte delle famiglie italiane. Dal 1° luglio 2026 la bolletta elettrica tornerà a crescere: l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha disposto per il terzo trimestre un incremento del 4,6%.

Chi subirà il rincaro Non saranno coinvolti tutti gli utenti, bensì una platea ben definita: circa 3 milioni di “clienti vulnerabili” ancora serviti nel regime di Maggior Tutela. Rientrano in questa categoria le persone più fragili, tra cui gli over 75, i beneficiari del bonus sociale, i soggetti con disabilità (Legge 104/1992), i residenti in strutture di emergenza o su isole minori e quanti dipendono da apparecchiature elettromedicali salvavita. Per il “cliente tipo” vulnerabile — profilo calcolato su 2.000 kWh annui e 3 kW di potenza — il nuovo prezzo di riferimento sale a 31,63 centesimi di euro per kWh, tasse incluse.

Le ragioni dell’aumento: picchi estivi, rinnovabili e scenario globale Alla base del rialzo c’è innanzitutto la domanda stagionale per il raffrescamento, che spinge i prezzi all’ingrosso. Già a maggio i dati di Terna segnalavano un fabbisogno nazionale in crescita del 2,1%. Pesa inoltre l’incertezza internazionale e l’attivazione del “mercato della capacità”, il meccanismo che garantisce l’equilibrio del sistema nei momenti più critici di luglio. Analizzando le componenti della bolletta, i costi di approvvigionamento dell’energia — pari al 53,5% del totale — aumentano del 7%. Contestualmente, gli oneri di sistema crescono del 9,4%. Arera è intervenuta in particolare sulla componente ASOS, destinata in larga parte agli incentivi per le fonti rinnovabili (68,10%) e alle imprese energivore (26,96%), per sostenere la liquidità della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

Il paradosso sulla spesa annua Il 2026 si era già distinto per una certa volatilità, con un +8,1% nel secondo trimestre dovuto alle tensioni in Medioriente. Eppure, il bilancio annuale restituisce un quadro relativamente rassicurante: la spesa stimata per l’utente tipo nel periodo ottobre 2025–settembre 2026 è di 591,86 euro, in flessione dello 0,9% rispetto ai dodici mesi precedenti, grazie alle riduzioni registrate nei trimestri passati. Un calo lieve, dunque, per il portafoglio delle famiglie, in un contesto che resta comunque da monitorare con attenzione, non solo per chi è in tutela ma anche per gli 8,4 milioni di vulnerabili attualmente nel mercato libero.