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COMMERCIO

Saldi estivi in Sicilia al via: 350 milioni in gioco, spesa media di 170 euro a famiglia e l'appello di Confcommercio

Un periodo può rappresentare una piccola ma importante boccata d’ossigeno per tante imprese

03 Luglio 2026, 09:22

09:30

Saldi estivi in Sicilia al via: 350 milioni in gioco, spesa media di 170 euro a famiglia  e l'appello di Confcommercio

Scattano domani anche in Sicilia i saldi estivi, che proseguiranno fino al 15 settembre. In base alle stime elaborate sui dati nazionali di Confcommercio, ricalibrate sul diverso potere d’acquisto delle famiglie isolane, la spesa media attesa è di circa 170 euro per nucleo (75 euro a persona), per un giro d’affari complessivo stimato intorno ai 350 milioni di euro.

L’avvio dei saldi rappresenta un appuntamento fondamentale per il commercio e per l’economia delle nostre città” commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale di Federmoda Italia.

Questo periodo può rappresentare una piccola ma importante boccata d’ossigeno per tante imprese che arrivano a questo appuntamento dopo mesi estremamente difficili e offrirà ai consumatori l’opportunità di acquistare prodotti di qualità a prezzi particolarmente convenienti”.

I saldi – aggiunge Di Dio – rappresentano anche un’occasione per riscoprire il valore dell’acquisto consapevole. Scegliere un capo di qualità, affidarsi ai negozi di fiducia, ricevere consulenza, assistenza e trasparenza significa non soltanto fare un acquisto migliore, ma sostenere le imprese di prossimità che ogni giorno mantengono vivi i nostri centri urbani, creano occupazione e garantiscono un importante presidio sociale”.

La presidente di Confcommercio Palermo richiama però l’attenzione sulle difficoltà del comparto: “Non possiamo illuderci che i saldi siano sufficienti a invertire una crisi che dura ormai da anni. Il commercio di prossimità e il settore moda stanno vivendo una delle fasi più difficili della loro storia, con una contrazione dei consumi senza precedenti soprattutto per i piccoli negozi di vicinato che hanno bisogno di ripensarsi e trovare nuove formule ed evidenziare la loro identità specifica per essere attrattivi. Inoltre Federmoda e Confcommercio chiedono misure concrete e tempestive a sostegno delle imprese del comparto”, conclude.