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Mobilità

Monopattini, obbligo Rc auto rinviato: ma tra due settimane scatta l'ora x

Circa un milione di privati rischia sanzioni; casco e targhe largamente ignorati, operatori criticano costi e utilità

04 Luglio 2026, 17:02

18:26

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Scatterà tra due settimane, dopo un rinvio deciso dal Mit d’intesa con le compagnie assicurative, l’obbligo di RC auto per chi utilizza i monopattini.

Le società di sharing si sono già adeguate al nuovo quadro normativo; resta invece un’incognita il comportamento di circa un milione di utenti privati.

Intanto, l’obbligo del cascoin vigore da due anni — e quello della targhetta identificativagià operativo — continuano a essere ampiamente disattesi: basta osservare le strade cittadine per rendersene conto.

Quanto alle sanzioni, al momento non risultano dati ufficiali: dovrà pronunciarsi il ministero dell’Interno.

Proprio gli operatori della micromobilità condivisa sollevano le prime critiche, rivendicando la propria conformità alle norme: «Le regole le rispettiamo dal primo giorno: siamo l’unico segmento autorizzato, controllato e assicurato da sempre», sottolinea l’associazione delle imprese del settore.

Il nodo, insistono, riguarda soprattutto i privati: «Forse non in regola sono i privati: un milione di persone che dal 17 luglio circolerà fuori norma».

E sui decessi legati all’uso dei monopattini precisano: «Ci sono, ma sullo sharing zero morti dal novembre dal 2021, da quando la legge Rosso (Forza Italia) ha abbassato la velocità a 20 km/h. Norme che noi applichiamo via software su ogni singolo mezzo. Il legislatore ha visto gli incidenti dei privati e ha presentato il conto a noi».

Quanto aggiungerà l’assicurazione in termini di tutela? «L’RC auto non aggiunge un euro di tutela: ci impone solo polizze più complesse e più care. Il pedone è coperto nello stesso modo, solo noi paghiamo di più».

Capitolo targa: gli operatori ritengono che, per il comparto dello sharing, abbia utilità limitata. «Allo sharing non serve ma non ci siamo lamentati perché comunque riteniamo sia importante il tracciamento, nonostante sia strappata a quasi il 5% dei nostri mezzi ogni mese. Noi, tra GPS, codice mezzo, app che registra chi guida, dove e quando, sappiamo tutto. La targa fisica ci dice meno di quello che già sappiamo».

Sul casco, la posizione è netta: «Il mezzo in sharing è a tutti gli effetti un mezzo diverso da quello privato, paragonabile a una ebike che difatti non ha obbligo casco. Nel Regno Unito, dove su strada gira solo lo sharing, il casco non è obbligatorio. L’obbligo uniforme colpisce l’uso occasionale, cioè la ragione stessa del servizio, e non tocca il privato truccato che va a 40 km orari».

Gli operatori denunciano inoltre un aggravio significativo dei costi e difficoltà operative: «Tre obblighi in due mesi, un portale pubblico che non funzionava, assicurazioni che hanno chiesto la proroga perché non erano pronte loro. Nessun business regge una regolazione scritta contro un settore. Se ci costringono a chiudere per aumento di costi e regole, in strada restano solo i mezzi che nessuno controlla».

Capitolo sanzioni, infine: «Girare questa domanda a noi è scorretto: chiedete quante multe sono state fatte ai privati senza targhino dal 17 maggio».Mono