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Catania: nei negozi di via Etnea saldi al rallentatore
Gli sconti attirano giovani e turisti in cerca di costumi e scarpe. I negozianti : «Serve il ritorno dei clienti»
La lunga stagione dei saldi è appena iniziata, durerà due mesi e un cauto ottimismo regna nei commercianti di via Etnea. Almeno quelli nel tratto pedonale e quanto meno nei negozi che lì ancora resistono, consapevoli che chi compra da loro siano o clienti affezionati o turisti di passaggio, attratti dalle vetrine che fanno a gara per essere le più accattivanti possibili. Ad attirare sono le percentuali di sconto proposto, alcuni espongono già fino al 70%.
Ieri mattina non c’era il classico “pienone” né in strada né nei negozi, poche le persone con in mano le buste dei negozi, «ma di pomeriggio c’è molta più gente - spiega Gloria, commessa di un negozio di abbigliamento di una nota catena - c’è chi va prima al mare, poi viene in centro per un aperitivo e un occhio lo lancia sicuro. Con i saldi del resto si fanno ottimi acquisti. Da noi sono soprattutto le ragazze ad adocchiare alcuni capi specifici e venire subito per i saldi, per avere la certezza di trovare la taglia giusta e risparmiare pure».
Ad attrarre di più sembrano essere i negozi di costumi, ma anche di scarpe. «Volevo questo modello di sneaker da tempo - spiega il giovane Marco, in mano una busta e l’aria soddisfatta - io ancora studio, non posso spendere quanto vorrei, ma non voglio rinunciare alla qualità. Quindi ho dovuto aspettare i saldi».
«It’s not expensive» (non è caro), hanno commentato alcuni turisti inglesi prima di infilarsi in un negozio dopo aver scannerizzato con cura la vetrina. «Per fortuna siamo arrivati prima dell’eruzione dell’Etna - ci dicono e traduciamo - è uno spettacolo, ma speriamo smetta prima della nostra partenza». L’acquisto poi non è stato fatto, ma del resto erano già diretti in direzione Plaia. A piedi, vista la coincidenza con lo sciopero degli autobus di ieri.
«Saldi o meno, qualche negozio viene comunque sempre ricercato - dice Lorenzo Costanzo, titolare di una camiceria - poi c’è chi fidelizza i clienti con le tessere e già offre sconti tutto l’anno. Gran parte dei commercianti credono molto ai saldi, su cui secondo me bisogna investire anche per contrastare la concorrenza sleale delle vendite online. Il potere d’acquisto delle famiglie è ormai ridotto, ma per continuare a sostenerle e sostenere il commercio di prossimità si potrebbe ad esempio spostare i saldi di Natale alla fine di gennaio, non all’inizio come avviene ora».