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Petrolio in flessione a New York, il Wti chiude a 68,55 dollari
Seduta archiviata a 68,55 dollari al barile (-0,2%). Gli operatori scontano una maggiore disponibilità di petrolio sul mercato
Il petrolio chiude in lieve ribasso sul mercato di New York, in una seduta caratterizzata da un clima di prudenza dopo le ultime decisioni dell' OPEC+ e i segnali di un progressivo riequilibrio dell'offerta mondiale. Il contratto sul greggio WTI ha terminato gli scambi a 68,55 dollari al barile, in calo dello 0,2%, mentre anche il Brent del Mare del Nord ha perso lo 0,2%, attestandosi a 71,99 dollari.
A pesare sulle quotazioni è stato soprattutto l'annuncio dell' OPEC+ di un nuovo incremento degli obiettivi di produzione a partire da agosto, il quinto consecutivo, accompagnato dalla decisione dell'Arabia Saudita di ridurre i prezzi ufficiali di vendita del proprio greggio destinato ai mercati asiatici. Gli operatori interpretano queste mosse come un tentativo dei principali produttori di difendere le proprie quote di mercato in un contesto di domanda ancora incerta.
Il mercato continua inoltre a beneficiare della graduale normalizzazione dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo le tensioni geopolitiche dei mesi scorsi, un fattore che contribuisce ad allentare i timori di interruzioni nelle forniture. Nonostante alcuni elementi di instabilità, tra cui gli attacchi ucraini a infrastrutture energetiche russe, gli analisti ritengono che il quadro attuale sia orientato verso un'offerta più abbondante, elemento che limita le prospettive di un rialzo delle quotazioni nel breve termine.