Estate bollente in cucina
AAA pizzaiolo cercasi (disperatamente): Catania a corto di forni accesi
Locali pieni di turisti ma con poco personale: aperture rinviate e scontro social su stipendi e turni
Forni spenti e aperture slittate. L’estate 2026 a Catania è partita con un problema: locali pieni di turisti ma a corto di pizzaioli.
Diverse pizzerie hanno ritardato l’avvio della stagione serale per mancanza di personale di cucina.
Emblematici alcuni annunci persino sui social, che hanno lanciato appelli dal titolo: “Cerchiamo pizzaiolo o secondo che sa stare davanti al forno. Ambiente sereno e condizioni concrete”.
L’annuncio ha fatto da detonatore sul web, scatenando un acceso scontro tra domanda e offerta.
Al centro della disputa c’è il muro degli stipendi: a fronte di richieste per “minimo 2200€ al mese più contributi” avanzate dai professionisti, molti lavoratori denunciano offerte reali da 1000-1300€ per 10 ore al giorno senza riposi.
Cifre insostenibili a Catania, dove un affitto medio supera i 400€.
I ristoratori, stretti tra tasse e inflazione, replicano che prima serve valutare le competenze, ma il problema è anche generazionale: turni spezzati e zero vacanze estive non sono più accettati.
Il paradosso è evidente: l’interesse c’è, i CV fioccano, ma a parere dei commenti mancano le tutele.
Secondo i dati di settore, in Sicilia mancano tante figure nella ristorazione e a Catania i locali hanno già dovuto tagliare i coperti.
Il dibattito resta aperto: in Italia manca il lavoro o la dignità delle condizioni? Intanto, all’ombra dell’Etna, la pizza Margherita rischia di arrivare in tavola col contagocce.