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Rigenerazione urbana, sindaci dell'Area Metropolitana di Catania a confronto con le imprese
Servono 50mila firme per portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare
Servono 50mila firme per portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità" lanciata dalla Confesercenti nazionale e presentata oggi a Catania da tutto il gruppo dirigente dell’area metropolitana. “Siamo certi che la provincia etnea darà il suo importante contributo” ha esordito il presidente, Claudio Micelli, che questa mattina ha coinvolto i sindaci dei 58 comuni per illustrare i contenuti della proposta e le modalità di adesione. A dare il benvenuto il Commissario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonino Belcuore, che ha ospitato l’incontro.

“Il tema della progressiva desertificazione delle aree commerciali urbane è cruciale per la qualità della vita nelle nostre città” – ha detto Miceli – “Si tratta di un fenomeno che non riguarda soltanto il valore economico degli esercizi, ma interpella la coesione sociale, la sicurezza percepita, la vivibilità dei quartieri e il radicamento delle comunità locali”. Un’iniziativa che è stata accolta con grande entusiasmo dai sindaci, oltre una trentina quelli presenti. Presente anche il comune di Catania con l’assessore alle attività produttive, Giuseppe Musumeci, e il vicesindaco Massimo Pesce, che ricordando i tanti cantieri aperti in città ha commentato “la città è pronta ad accogliere il progetto di rigenerazione”.
La proposta mira a definire strumenti concreti per contrastare lo spopolamento commerciale e per sostenere la riqualificazione delle aree urbane a vocazione commerciale e punta sullo strumento delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro) in ambiti urbani e periurbani, “prevedendo – ha spiegato il direttore di Confesercenti Francesco Costantino – un pacchetto coordinato di incentivi fiscali, sostegni finanziari, contributi per l’avvio o il mantenimento dei pubblici esercizi nelle città”. “Misure da finanziare – ha proseguito – attraverso il Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, che prevede una dotazione pari a 600 milioni di euro per il 2026 e 600 milioni annui a partire dal 2027”.
“C’è tempo fino al prossimo 25 novembre” – ha sottolineato Francesco Musumeci, presidente FISMO Catania – “e siamo davvero convinti che Catania possa fare la differenza”. “Alla proposta si potrà aderire online, direttamente dal proprio computer o smartphone tramite la Piattaforma del Ministero della Giustizia, autenticandosi con SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE) o CNS – ha spiegato Musumeci – o di persona, recandosi negli uffici dei Servizi Demografici del proprio Comune di residenza o nei banchetti e le sedi locali di Confesercenti”.
Una legge quadro fondata su quattro pilastri, dunque: Un Piano nazionale contro la desertificazione commerciale, che valorizzi e diffonda le buone pratiche dei territori; vantaggi fiscali con misure a sostegno dei negozi esistenti e per favorire nuove aperture sotto casa; regole più eque rispetto ai giganti del web, anche con misure fiscali compensative; Un Fondo dedicato e un Osservatorio nazionale al MIMIT per portare dati e proposte ai tavoli decisionali. Le Regioni, i Comuni e le associazioni di categoria saranno direttamente coinvolti per mappare le aree candidate ai progetti locali di rivitalizzazione compatibili con dimensioni degli esercizi di vicinato.